Ilva: i veri motivi della fuga di ArcelorMittal

Ilva: ecco, secondo i più scettici, i veri motivi della fuga di ArcelorMittal

Ilva: i veri motivi della fuga di ArcelorMittal

ArcelorMittal ha davvero scelto di abbandonare l’Ilva a causa del venir meno delle tutele legali tanto discusse?

Una domanda finita sulla bocca di tutti nelle ultime concitate ore, durante le quali il caso dell’acciaieria di Taranto (e del destino dei suoi lavoratori) è tornato sulle prime pagine dei giornali.

Nel pomeriggio di lunedì 4 novembre, ArcelorMittal ha comunicato la sua intenzione di sfilarsi dall’Ilva puntando il dito contro la scelta dell’esecutivo di far decadere l’immunità penale, uno scudo previsto per i manager dell’azienda. Eppure secondo i più scettici, i veri motivi sarebbero altri.

I veri motivi della fuga di ArcelorMittal

In molti, soprattutto nei corridoi del Governo, hanno sollevato dubbi e perplessità in merito alle reali motivazioni che hanno spinto il colosso a ritirarsi dalla partita. Secondo i più scettici, quella delle tutele legali sarebbe stata soltanto una scusa.

“Pur aspettandoci un calo degli utili nel breve termine riteniamo che questa decisione sia positiva perché rimuove l’enorme peso di Ilva in termini di cassa dal bilancio,”

hanno dichiarato gli analisti di Deutsche Bank dopo la decisione di ArcelorMittal di ritirarsi dall’affare.

Le incertezze derivanti dall’Ilva, hanno continuato, avrebbero potuto imporre al colosso di mantenere degli inventari in eccesso con l’obiettivo di garantire le forniture. L’addio invece permetterà di liberare a fine anno risorse finanziarie definite “ingenti”.

L’acquisto era stato accordato per 1,8 miliardi di euro. Un’operazione che, come sottolineato oggi da The Business Insider, ha spinto in alto la leva operativa del gruppo proprio mentre il mercato dell’acciaio ha iniziato a vacillare.

“Ilva contribuisca sui conti del 2019 con un’Ebitda negativo di 500-700 milioni di dollari. Considerando investimenti per 400-500 milioni di dollari e una rata d’affitto di 200 milioni, tutto questo porta a un assorbimento di cassa pari a 1,1-1,4 miliardi di dollari e a una resistenza molto elevata del 7-9% rispetto all’attuale capitalizzazione di mercato. Quindi, crediamo che questo sia un positivo a breve termine per l’azienda e per il titolo”,

ha aggiunto la banca tedesca.

Dello stesso avviso anche il segretario generale della Uilm di Taranto, Antonio Talò, secondo cui gli indiani avrebbero deciso di lasciare a causa delle difficoltà attraversate dal mercato dell’acciaio.

Questi insomma potrebbero essere i veri motivi della fuga di ArcelorMittal dall’Ilva.

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