Paul Krugman, premio Nobel per l’economia nel 2008, ripercorre in questo libro la storia delle crisi finanziarie dell’ultimo secolo, dalla crisi del ’29 fino alle crisi asiatiche o la «crisi Tequila» messicana.
In questo libro Krugman, con un linguaggio volutamente divulgativo e quindi accessibile a tutti, mette in guardia sull’uso di «terapie tradizionali» in presenza delle nuove crisi economiche e finanziarie che sono forse proprio la diretta conseguenza di un modo errato di agire sui mercati e sulle economie mondiali da parte di chi le governa.
Secondo Krugman non esiste e non può esistere una «ricetta del benessere economico», così gli interventi del FMI e similari sui paesi in difficoltà finiscono per rafforzare e cronicizzare gli effetti delle crisi dato che si tratta di soluzioni imposte come fossero panacee (in particolare la difesa forza della valuta nazionale).
Come Krugman ha parzialmente previsto in questo libro in Europa stiamo assistendo a crisi simili a quelle prese da lui in esame e, nonostante Krugman abbia preso il Nobel giusto 4 anni fa, stiamo continuando ad applicare le stesse ricette suicide facendo maquillage di fronte ai mercati (vedi fiscal compact, contenimento dei debiti pubblici e governi non eletti in Italia e Grecia) senza fare nulla (anzi, operando in modo suicida) per quanto riguarda ciò che rassicura davvero i mercati nel lungo periodo: la crescita economica.
© RIPRODUZIONE RISERVATA