C’è un Paese che sogna di riuscire a partecipare alla fase finale di un Mondiale per la prima volta dal 1938, quando l’apparizione fu rapida e addirittura con un nome diverso da quello attuale.
L’Indonesia infatti è ben posizionata nel proprio girone di qualificazione e se l’arrivo diretto alla Coppa del Mondo 2026 sembra essere difficile, le possibilità di giocarsi l’accesso alla fase finale passando per i playoff sono buone. A capo della federazione calcistica dell’Indonesia c’è una vecchia conoscenza del calcio italiano, soprattutto se si parla dell’Inter e dei suoi tifosi.
Erick Thohir è infatti l’uomo che con le sue idee e le sue strategie, chissà quanto influenzate dalla sua esperienza italiana ed europea, sta regalando un sogno ad un Paese la cui fame di calcio di alto livello è cresciuta negli ultimi anni. E i nomi coinvolti da Thohir per la Nazionale indonesiana fanno capire la serietà delle sue intenzioni
Una coppia olandese per arrivare al Mondiale
Fino a pochi mesi fa sulla panchina dell’Indonesia sedeva un tecnico della Corea del Sud che per i suoi metodi era soprannominato il «Mourinho della Corea del Sud». A lui va riconosciuto il merito di aver portato l’Indonesia fino al punto di poter guardare con occhi interessati come minimo ai turni di playoff che mettono a disposizione gli ultimi posti per il Mondiale del 2026. Da poche settimane però Thohir ha deciso che questa sorta di Special One da Seoul non era all’altezza per cercare di completare il compito che aveva avviato. E così l’ex patron dell’Inter ha deciso per il cambio in panchina, ma non solo. Ecco anche un nuovo direttore tecnico per supervisionare tutta l’operazione. «Penso sia il momento di cambiare perché abbiamo ancora due mesi e mezzo per prepararci alle prossime partite. Abbiamo davanti 4 gare e vogliamo ottenere quanti più punti possibili» ha spiegato Thohir per giustificare le sue scelte. E i nomi che hanno detto sì al progetto indonesiano sono due vecchie conoscenze del calcio europeo.
Per la panchina ecco Patrick Kluivert, come direttore sportivo della federazione invece a dire sì è stato Louis Van Gaal. Il Kluivert allenatore al momento non ha collezionato esperienze in panchina paragonabili al blasone delle squadre a cui ha cercato di portare i suoi gol nel corso della sua carriera. Prima dell’Indonesia infatti l’ex attaccante era alla guida dell’Adana Demirspor in Turchia. Ben più lungo il curriculum di Van Gaal che si immergerà in un ruolo dirigenziale di supporto dopo una serie lunghissima di esperienze in panchina tra club e Nazionale olandese. L’Olanda non è un paese casuale. Da quando nel 2023 è diventato numero uno della federazione indonesiana, infatti, Thohir ha avviato una massiccia campagna di naturalizzazione di giocatori olandesi in grado però di giocare anche per l’Indonesia (che è stata colonia olandese fino al 1945). Obiettivo alzare il livello della squadra con nomi con esperienza nei campionati europei.
L’altro Reijnders e un movimento in crescita
Tra i nomi troviamo ad esempio quello di Eliano Reijnders, fratello del centrocampista del Milan. Le idee di Thohir però hanno coinvolto anche l’intero movimento calcistico indonesiano, non solo le questioni che riguardano la Nazionale. L’ex numero 1 dell’Inter infatti, tra le altre cose, ha appoggiato la modifica dei calendari del campionato per evitare che le partite coincidessero con quelle della nazionale, ha fatto introdurre il VAR nella Serie A indonesiana, ha promosso una collaborazione con la federazione giapponese per supervisionare l’operato degli arbitri locali e ha fatto in modo che l’Indonesia ospitasse il Mondiale Under 17 nel 2023. Idee con potenziale da sviluppare in un Paese come l’Indonesia in cui, secondo un sondaggio, il 70% della popolazione si dice interessato al calcio: tradotto in numeri si parla di circa 195 milioni di possibili tifosi o comunque appassionati da intercettare e coinvolgere.
Thohir è il primo a crederci e lo ha ribadito in un’intervista al Corriere dello Sport: «L’Indonesia è un gigante che dorme. Nonostante un elevato potenziale, in passato il calcio non è stato gestito nella maniera corretta, con professionalità e trasparenza. Negli ultimi mesi la passione per il calcio qui non è mai stata così alta. Credo sia sotto gli occhi di tutti come la Federazione stia lavorando duro, per portare avanti un programma efficace e solido. Andare al Mondiale per noi sarebbe incredibile».