Il paradosso delle pensioni: il Miur fa ricorso contro i Quota 96, ma il Governo prepensiona 5mila lavoratori delle ex Province

Vittoria Patanè

3 Febbraio 2015 - 16:34

Il MIUR presenta ricorso contro la sentenza del Tribunale di Salerno che permette l’accesso alla pensione a 42 Quota 96, ma il Governo si prepara a concedere il prepensionamento a 5mila dipendenti delle ex Province

Il paradosso delle pensioni: il Miur fa ricorso contro i Quota 96, ma il Governo prepensiona 5mila lavoratori delle ex Province

Le cose sicure sono due:
1) il sistema previdenziale italiano ha bisogno di cambiamenti, e pure grossi,
2) non ci sono i soldi per farlo.

L’attuale situazione che riguarda i Quota 96 in particolare, insegnanti che dal 2012 vengono parcheggiati dai vari Governi in attesa di poter andare in pensione, non solo rappresenta il paradosso, ma è l’esempio perfetto di quanto la previdenza nostrana abbia bisogno di modifiche radicali.

Lo scorso novembre il Tribunale di Salerno ha riconosciuto in primo grado la possibilità per 42 insegnanti di accedere alla pensione usufruendo delle regole in vigore prime della Riforma Fornero. Una sentenza accolta con plauso dai docenti e dalle associazioni di categoria che da tre anni si battono affinché lo Stato riconosca loro un diritto sancito dalla Costituzione.

Ebbene, il ministero della Pubblica Istruzione ha presentato ricorso in appello contro la decisione dei giudici salernitani. L’udienza si terrà il prossimo aprile.

A comunicare la notizia è lo Snals, il Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori della Scuola, che ha presentato il ricorso in primo grado ottenendo da parte dei giudici di Salerno, una sentenza a favore dei 42 insegnanti e una speranza per tutti i quota 96.

Come ricorda lo Snals, la sentenza del Tribunale di Salerno rappresenta:

“un importante precedente a fronte di una giurisprudenza piegata ai poteri forti che non ha mai riconosciuto alcun diritto ai quota 96”

Inoltre, evidenzia il sindacato:

“registriamo anche la recente bocciatura da parte del tribunale del lavoro di Palermo ad un ricorso di una decina di insegnanti presentato sulle medesime fondamenta”.

Ma il paradosso si raggiunge nel momento in cui, mentre a queste 2.500 persone viene negato il diritto alla pensione, il Governo si prepara a varare il prepensionamento di 5mila lavoratori delle ex Province.

Questi ultimi, che a causa dello smantellamento degli Enti provinciali previsto dalla riforma, risultano in soprannumero e dovrebbero essere ricollocati in enti terzi. Ma, dato il largo numero di dipendenti, l’Esecutivo preferisce favorire l’accesso alla pensione che trovarsi troppi lavoratori senza una sede in cui espletare i loro compiti.

Insomma non ci sono i soldi per mandare in pensione 2.500 persone che aspettano da tre anni, ma si dà accesso al trattamento previdenziale in anticipo ad altre 5mila. Non fa una piega.