Caffè e mal di testa, qual è il collegamento?

Il caffè aiuta ad essere attivi e per molti risulta un vero e proprio rituale mattutino, ma a volte si possono avere degli spiacevoli effetti. C’è un collegamento tra il mal di testa e l’assunzione del caffè? Vediamolo insieme.

Caffè e mal di testa, qual è il collegamento?

Il caffè, soprattutto in Italia, è un vero e proprio rito e per alcuni, che la mattina non riescono a iniziare la giornata senza averne bevuto almeno una tazzina. È innegabile che la bevanda abbia degli effetti sul nostro organismo, che possono essere positivi o negativi. La caffeina è una sostanza, che se assunta a piccole dosi, può aiutare molte attività dell’organismo umano, mentre in quantità eccessive (sopra i 10mg/kg al giorno) può invece dare spiacevoli fastidi. Tra i vari effetti collaterali del caffè c’è anche il mal di testa, oltre a quelle che sono le conseguenze spiacevoli più conosciute (come ad esempio il bruciore di stomaco, la tachicardia e l’insonnia).

Un altro studio di qualche anno fa mette in evidenza proprio questo spiacevole effetto partendo dal quesito: come mai chi è un abituale consumatore di caffè può andare incontro a mal di testa? Un problema che si riscontra soprattutto nelle persone che fanno un suo abituale di questa bevanda e che soffrono di problemi di cefalea.
Di seguito vediamo con precisione cosa dica questo studio e se davvero vi sia un collegamento tra assunzione di caffè e mal di testa.

Perché bere caffè aiuta a stare svegli?

Una ricerca del Medical Research Council’s Laboratory of Molecular Biology di Cambridge ha rivelato un curioso effetto: anche se noi ci sentiamo più svegli e veloci nello svolgere le attività dopo aver bevuto caffè, esso in realtà rallenta il ritmo dell’orologio biologico interno.
La nostra sensazione deriva dal fatto che il rallentamento riguarda una sostanza regolatrice del sonno. Lo studio, pubblicato sulla rivista Science Translation Medicine, ha evidenziato che bere anche un solo espresso tre ore prima di dormire posticipa di 40 minuti l’attivazione della melatonina, l’ormone considerato fra i principali responsabili del ciclo sonno-veglia.

L’effetto della caffeina si ripercuote in ogni cellula dell’organismo umano: i ricercatori di Cambridge hanno coltivato cellule esponendole alla caffeina e sistematicamente hanno rilevato un’alterazione (rallentamento) del ticchettio degli orologi chimici cellulari.
Un effetto indesiderato di cui non moltissimi hanno conoscenza e soprattutto a cui in pochi tengono conto. Spesso infatti il caffè viene assunto dopo la cena, dato il suo blando potere digestivo, ma questa azione porta non pochi problemi per l’organismo.

Caffè e mal di testa: che relazione c’è?

Un altro effetto che molti bevitori di caffè hanno dichiarato di aver percepito è in qualche modo legato al mal di testa. C’è chi sostiene che il caffè faccia venire la cefalea e chi invece afferma l’esatto contrario, cioè che poco dopo aver bevuto un espresso (o un cappuccino o un caffelatte) riesce a dire addio al fastidio. Chi ha ragione? Uno studio ha cercato di risolvere il mistero, così da dare una spiegazione anche a questo dubbio.
Una ricerca della University of Vermont College of Medicine, condotta su abituali consumatori di caffeina, ha notato una significativa incidenza di casi di emicrania nei soggetti che avevano deciso di non bere più caffè. L’emicrania spariva dopo pochi giorni in tutti i soggetti che:

  • continuavano a non assumere caffeina. In genere il tempo di sparizione del mal di testa era di 48 ore circa;
  • ricominciavano ad assumere caffeina. In questo caso erano sufficienti al massimo 2 ore per la remissione dell’emicrania.

L’incrocio dei dati ha evidenziato una tipica sindrome da astinenza, in questo caso da caffeina.
Si potrebbe dedurre quindi che non è il caffè di per sé a far venire o passare il mal di testa, bensì l’astinenza da caffeina. Il corpo in questi casi richiede la sostanza dal momento che ne è a corto e quindi invia dei segnali, uno dei quali è appunto l’emicrania.

In sintesi, quando si beve caffè abitualmente, si crea una vera e propria dipendenza da caffeina che, come tale, dà delle crisi di astinenza se non si assume la caffeina entro un certo periodo.
La sindrome da astinenza da caffeina ha come sintomo principale proprio il mal di testa e la dottoressa Stacey Sigmon, della University of Vermont, ci dice perché:

Quando si assume caffeina aumenta la pressione sanguigna. Quando la caffeina sparisce dal sangue, la pressione diminuisce a un tasso rapido e questo provoca il mal di testa.

La stessa ricercatrice spiega anche come mai il mal di testa passa così rapidamente dopo che si ricomincia ad assumere caffeina:

Nella caffeina è presente un enzima naturale che agisce come bloccante del dolore. L’effetto di tale enzima è proporzionale alla quantità di caffè che si ingerisce regolarmente.

Attenzione quindi, se vi piace il caffè. Berlo può essere un rituale molto piacevole ma è sempre meglio essere consapevoli degli effetti cui si può andare incontro, specialmente quando si supera un certo quantitativo giornaliero, che molti medici indicano in 2/3 tazzine.
Una soluzione al problema della stanchezza, che spesso si manifesta, potrebbe quindi essere quello di assumere altre bevande come ad esempio il ginseng, che presenta proprietà simili. Attenzione però anche in questo caso a scegliere bene la bevanda e non assumere un caffè al sapore di ginseng, dal momento che potrebbe avere effetti negativi peggiori di quelli della tazzina di caffè, soprattutto in persone che soffrano di ipertensione.

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