Addio al Volkswagen Maggiolino. Esce di scena l’auto più famosa

È stata un’auto iconica, immediatamente riconoscibile forse la più famosa al mondo. Il Volkswagen Maggiolino, ancora prodotto in Messico, è arrivato alla meritata pensione.

Addio al Volkswagen Maggiolino. Esce di scena l'auto più famosa

Di auto-simbolo per un marchio o per un’epoca ce ne sono diverse. Ma di auto che abbiano attraversato epoche diverse rimanendo un’icona ce ne sono davvero poche. Una di queste è sicuramente il Volkswagen Maggiolino, nato nel 1938 e dopo 81 anni - e diverse versioni - giunto al termine della produzione.

Già, perché Volkswagen cesserà oggi - 10 luglio - la produzione nello stabilimento di Puebla, in Messico, l’ultimo nel quale veniva assemblato il nuovo Maggiolino, realizzato dal 2011 sul pianale della Golf.

Si conclude così una lunga storia, passata dalle ore più buie della Seconda Guerra Mondiale all’epoca hippie, che fece del Maggiolino - e del pulimo T1 - uno dei simboli degli anni ’60. E se in Europa la produzione del Maggiolino storico terminò alla fine degli anni ’70, in Messico proseguì fino al 2003.

Intanto, nel 1998 era nato il New Beetle, costruito sulla meccanica della Golf e destinato sfruttare l’effetto nostalgia. Nel 2011 il New Beetle è stato sostituito dalla nuova generazione, battezzata nuovamente Maggiolino. Oggi è stata annunciata la fine della produzione anche di quest’ultima.

Volkswagen Maggiolino: una storia nata all’ombra del Reich

La storia del Volkswagen Maggiolino inizia nella Germania nazista, quando - per volontà di Hitler - fu decisa la nascita di un’ “ auto del popolo”. Non un privilegio per pochi, ma un’innovazione disponibile per tutti. La Volkswagen Typ 1 - questo il nome originale - fu una geniale intuizione di Ferdinand Porsche, ingegnere il cui progetto vinse il bando governativo.

Ma l’imminente conflitto e le devastazioni che portò in tutta Europa fecero si che, paradossalmente, il Maggiolino - che sarebbe dovuto essere uno dei simboli del Terzo Reich - entrò in produzione solo al termine della guerra nella neonata fabbrica di Wolfsburg, supervisionata dai soldati inglesi.

la Typ 1/111 divenne così il simbolo della rinascita tedesca. Un’auto capace di motorizzare la Germania e successivamente di essere esportata con successo, grazie al modello Typ 1/113 detto Export-Modell. La linea iconica del Maggiolino la rese un’auto unica, facilmente identificabile e - in seguito - vero e proprio simbolo di controculture, come quella hippie degli anni ’60.

Merito dell’intuizione di Ferdinand Porsche, che seppe soddisfare le direttive imposte da Hitler, ricalcando quanto successo negli Stati Uniti con la Ford Model T. Come non riconoscere linee curve, il parabrezza dritto e piatto e quella coda distinguibile come una bottiglia di Coca Cola.

Dopo la guerra, Porsche fu incarcerato per collaborazionismo con il nazismo. In seguito liberato, morì nel 1951 lasciando al figlio Ferdinand “Ferry” Porsche la guida della Casa automobilistica appena fondata.

Da “auto del popolo” ad icona mondiale

Tra le peculiarità del Maggiolino, una notevole efficienza aerodinamica - vantava un coefficiente di penetrazione CX pari a 0,41 grazie alla forma tondeggiante, il tetto curvo che proteggeva i passeggeri in caso di ribaltamento e la scocca semiportante, che permetteva elaborazioni come la celebre versione Cabriolet, vero e proprio mito nel mito.

Nel 1955 uscì dalla fabbrica di Wolfsburg il milionesimo esemplare della Tipo 1, in Italia conosciuta come Maggiolino. L’auto viene esportata oltreoceano e negli Stati Uniti diventa il simbolo degli anni ’60. Nel 1968, solo negli States ne vengono venduti 563.522 esemplari.

Se in Germania i punti di forza della Volkswagen Typ 1 erano il basso costo, l’affidabilità e la durata, in America il successo del Maggiolino è dovuto principalmente al suo essere eccentrico e “piccolo”, in um mercato dominato da auto enormi, sia come dimensioni che come motorizzazioni.

Nel 1978 - con la la Golf diventata l’astro nascente della Casa tedesca - terminò la produzione del Maggiolino nella fabbrica tedesca di Wolfsburg. In Messico però - dove il Maggiolino veniva costruito dal 1967 - la catena di montaggio rimase attiva fino al 2003. Complessivamente sono 21.529.464 gli esemplari prodotti.

La saga continua fino ad oggi con New Beetle e Maggiolino

Cinque anni prima - nel 1998 - Volkswagen lanciò il New Beeltle, realizzato sulla meccanica della Golf e destinato a reinverdire la saga di un’auto ormai iconica. Non si trattò di una vera e propria “operazione retrò” - come sarebbe avvenuto anni dopo con la Mini e con la Fiat 500 - quanto piuttosto di un’interpretazione futuribile della sagoma del vecchio Maggiolino.

La produzione della New Beetle termina nel 2012, in concomitanza con il lancio del nuovo Volkswagen Maggiolino, che rispetto al modello che sostituisce si rifà maggiormente alla capostipite. Basata sul pianale della Golf VI è stata ristilizzata nel 2016, e in questi giorni cessa di essere prodotta.

L’ultima delle 5.961 Volkswagen Maggiolino “Final Edition” finirà in un museo dopo la cerimonia che, oggi a Puebla, segnerà la fine della produzione.

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