IVA, quanto ci costi? Per ogni famiglia una tassa da 3.700 euro, dal cibo alle bollette

L’IVA costa all’anno 3.700 euro a famiglia: è questo il conto salato dell’imposta che paga il consumatore finale su beni e servizi, dal cibo alle bollette. I dati arrivano da Federcontribuenti, che punta il dito contro i grandi evasori.

IVA, quanto ci costi? Per ogni famiglia una tassa da 3.700 euro, dal cibo alle bollette

IVA, conto salato per i consumatori: è pari a 3.700 euro la somma che ogni anno pagano le famiglie.

Dalle bollette di luce, acqua e gas, fino alla spesa per generi alimentari, hobby o vacanze, è l’IVA a far salire il prezzo di beni e servizi. I dati arrivano da Federcontribuenti, e si inseriscono nel discorso su una possibile riforma delle aliquote.

Il prezzo dell’IVA per le famiglie ha raggiunto ormai valori insostenibili, afferma Federcontribuenti, ancor di più se si considera il periodo precario causato dal coronavirus. La proposta è quindi di procedere verso il taglio dell’IVA sui consumatori, con maggiori controlli per chi evade.

IVA, una tassa da 3.700 euro all’anno: peso dell’imposta tutto sulle famiglie

Sono i consumatori finali a risentire della stangata dell’IVA, imposta che si applica su tutti i beni e servizi, eccetto specifici casi di esenzione.

Per le famiglie si tratta di una spesa da 3.700 euro all’anno; questo è il calcolo fornito da Federcontribuenti. Paghiamo l’IVA sul costo complessivo di tutti i corrispettivi, anche sulle bollette. Per queste, si paga il 10% a titolo di IVA se relative a forniture domestiche, il 22% per le attività lavorative.

Diverso il discorso per gli intermediari e le imprese, che la detraggono e, nella peggiore delle ipotesi, la “evadono”.

L’evasione IVA è uno dei problemi dell’Italia. Ma chi è che non paga? Società fittizie e del commercio elettronico che, secondo i dati forniti dall’associazione, evadono circa 40 miliardi di IVA all’anno.

Riforma IVA e lotta ai grandi evasori

L’IVA sui consumi contribuisce a ridurre in misura importante il potere d’acquisto delle famiglie e, come un cane che si morde la coda, è una delle cause del crollo dei consumi.

È questo il motivo per il quale si parla di possibile riduzione temporanea dell’IVA. Federcontribuenti appoggia la proposta avanzata dal Premier Conte di abbassare le aliquote su alcuni beni, per cercare di dare fiato ad un economia in sofferenza.

Una misura da affiancare ad una più efficiente lotta all’evasione fiscale. Chi sono gli evasori in Italia? Non certo le piccole partite IVA, assoggettate ad obblighi fiscale che rendono pressoché impossibile mettere in atto pratiche fraudolenti.

Scontrini telematici e fatture elettroniche mettono direttamente in comunicazione la cassa dell’imprenditore con l’Agenzia delle Entrate. Non sono quindi i negozianti fisici ed i piccoli imprenditori a far crescere il tax gap IVA, ma le grandi società.

E, continua Federcontribuenti, sono questi i soggetti verso i quali dovrebbe spostarsi l’attenzione dello Stato per contrastare l’evasione fiscale e le frodi.

Dito puntato anche contro l’e-commerce ed il fenomeno frequente della mancata presentazione della dichiarazione IVA:

“Il venditore acquista la merce all’estero e la rivende in Italia senza dichiarare l’imposta sul valore aggiunto, in questo modo abbatte i prezzi sventrando il mercato. Nel web è pieno di truffe, di fughe di capitali che spesso abbiamo noi stessi denunciato. Ora attendiamo la giustizia, intanto però i capitali son stati fatti sparire.”

Sono queste le motivazioni alla base della richiesta di non gravare su consumatori e piccole imprese per combattere l’evasione fiscale. Per le famiglie serve invece un taglio dell’IVA, necessario anche per rilanciare i consumi,

Ora l’emergenza è non far fallire le famiglie italiane.

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