IPO: come investire (e guadagnare) con le Offerte Pubbliche Iniziali

Analizziamo una strategia semplice per comprendere come investire sulle IPO.

IPO: come investire (e guadagnare) con le Offerte Pubbliche Iniziali

Molti trader e investitori si trovano in difficoltà davanti alle IPO, eventi eccessivamente pubblicizzati che portano con loro aspettative altissime. Spesso, soprattutto in quel di Wall Street, le IPO vengono progettate con l’unico scopo di fare soldi agli insider e sottoscrittori di Wall Street, sia nel giorno dell’ingresso in borsa che nelle sessioni successive.

Fortunatamente, è possibile orientarsi in maniera rapida ed efficace quando un nuovo titolo entra in borsa attraverso una semplice tecnica, tenendo sempre presente che la stragrande maggioranza degli investitori dovrebbe evitare una qualsivoglia esposizione alle IPO come la peste, perché la mancanza di storicità sui movimenti di prezzo crea spesso situazioni pericolose. Ne è un esempio perfetto Twitter, Inc. (TWTR), che viaggia al di sotto del prezzo di IPO - avvenuta nel 2013 - ormai da oltre sei anni.

Come investire nelle IPO: la prima sessione

Il primo prezzo negoziato durante il primo giorno di IPO diventa un supporto o una resistenza immediatamente e spesso rimane valido per mesi o anni. Posiziona una linea orizzontale su quel livello su un grafico a 1 minuto subito dopo il primo scambio della giornata e usa i punti di flessione per osservare la price action e capire quali strategie a breve termine adottare. Si ribadisce che può essere rischioso puntare sul primo pullback o breakdown perché l’elevata volatilità nelle prime fasi di un’IPO può superare tali livelli.

L’impatto sul lungo termine del prezzo di IPO

L’importanza dei primi numeri di un’IPO può persistere per mesi o anni. Ad esempio, Alphabet Inc. (GOOGL) è entrata in borsa con un quotazione di 50 dollari il 19 agosto 2004 e ha superato il prezzo di IPO per diverse sessioni. Il titolo è poi sceso bruscamente a settembre, tornando al prezzo iniziale per poi rimbalzare su quello che ha agito come livello di supporto. Una semplice strategia di pullback in questo caso aveva un ottimo potenziale di guadagno. Il titolo, infatti, ha superato quota 100 dollari nei due mesi successiva e ha raddoppiato nuovamente nel corso del 2006.

Il titolo Facebook, Inc. (FB) ci offre lo spunto per raccontare una strategia diversa. La sua IPO a maggio 2012 è stata un fallimento: il titolo ha aperto poco sopra i 42 dollari per poi schiantarsi sotto i 20 dollari a settembre. Il ritorno sopra il prezzo di IPO è avvenuto un anno dopo, facendo scattare un breakout, seguito da un pullback verso un nuovo supporto nel mese di novembre. Entrambi gli eventi hanno innescato dei segnali di acquisto che hanno fatto generare degli ottimi profitti a chi aveva posizioni aperte che puntavano sul lungo termine.

Si ricorda che un pullback è una pausa o un calo moderato apprezzabile su un grafico rispetto ai picchi più recenti che si verifica all’interno di un trend rialzista continuo. È molto simile a un ritracciamento o a un consolidamento e questi termini sono talvolta usati in modo intercambiabile.

Per riassumere: si raccomanda di tracciare una linea sul prezzo di apertura dell’offerta pubblica iniziale non un nuovo titolo fa il suo primo ingresso sul mercato e di utilizzare tale livello come supporto e resistenza per sviluppare le proprie strategie di trading e di investimento - che possono durare solo pochi minuti, oppure degli anni.

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