I prodotti Nestlé sono davvero poco salutari? La verità dell’azienda

Elisa Corpolongo

18/06/2021

19/11/2021 - 14:58

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La Nestlé ha risposto alle informazioni diffuse dal Financial Times sulla salubrità dei suoi prodotti. Ecco la verità dell’azienda.

I prodotti Nestlé sono davvero poco salutari? La verità dell'azienda

Il quotidiano Financial Times aveva diffuso l’informazione che il 60% dei prodotti Nestlé in commercio non sarebbero salutari per il consumatore.

Alla diffusione capillare di questa informazione l’azienda della Nestlé ha risposto e la verità fornita dall’azienda sembra andare in contrasto con quanto era stato precedentemente dichiarato dal quotidiano.

Comunque, tra dichiarazioni e rettifiche, la domanda che veramente interessa i consumatori è la seguente e riguarda esclusivamente il cibo: i prodotti Nestlé sono davvero poco salutari? Vediamo i dettagli della risposta dell’azienda.

La risposta dopo le dichiarazioni del Financial Times

Alle dichiarazioni del quotidiano Financial Times, la Nestlé aveva risposto inizialmente che avrebbe continuato, in qualità di multinazionale, ma che su alcuni prodotti esistono delle difficoltà oggettive nel renderli totalmente sani, trattandosi comunque di prodotti dolciari.

La vicenda aveva lasciato sconcertata l’azienda, la quale ha successivamente dichiarato che “sono state estrapolate delle informazioni” che poi sarebbero state riportate in modo non appropriato.

Infatti, come continua a dichiarare la multinazionale, lo studio preso dal Financial Times riguardava soltanto l’Australia e i dati che sono stati usati come prova lasciavano fuori il restante 50%.

La verità della Nestlé

L’azienda della Nestlé ha comunque ammesso che un terzo dei suoi prodotti effettivamente non riscuote un punteggio ottimale in termini di salubrità, ma non il 60% dichiarato dal quotidiano.

Alimenti come barrette o come il cioccolato appartengono a queste categorie meno salutari, ma viene da sé che rendere totalmente salutare un dolce comporta quasi un ossimoro e, comunque, meno del 30% dei prodotti rientra in questa categoria.

Il tema del 60% è stato definito dalla Nestlé come fuorviante. Infatti, nell’analisi del Financial Times sarebbe rimasto fuori tutto un 50% d’informazioni e del portafoglio dell’azienda (in particolare quello che riguarda la parte della nutrizione per l’infanzia, gli alimenti per gatti e cani e il caffè).

Le migliorie apportate durante gli anni

Inoltre, negli ultimi anni l’azienda ha apportato delle migliorie evidenti ai prodotti proprio per renderli salutari (e, in alcuni casi, il più salutari possibile).

Negli ultimi 10 anni è stato ridotto il contenuto degli zuccheri e dei sali rispettivamente del 14% e del 17%, ma è evidente - come dichiarano i portavoce dell’azienda - che esistono dei prodotti per i quali è importante che sia il consumatore a farne un utilizzo consapevole.

Quali prodotti Nestlé sono (veramente) non salutari?

La Nestlé dichiara che il fatto che i dati siano stati utilizzati senza considerarne invero la completezza ha portato a una papabile alterazione dei risultati. Di quel 30% di prodotti che veramente non sono del tutto salutari, farebbero parte solo categorie come il cioccolato o i gelati.

Su questi prodotti l’azienda si sta impegnando a migliorare, con la consapevolezza che la questione tocca molto più di un tema di educazione nutrizionale - come rimarcano i portavoce della Nestlé - ma che si tratta dell’agire nei confronti del benessere dei consumatori.

“Queste difficoltà oggettive” - continua l’azienda - fanno comprendere che bisogna migliorare non solo la Nestlé stessa, ma anche tutta l’industria che si occupa di questi tipi di prodotto ad alto contenuto di zuccheri e grassi.

La Nestlé crea valore per l’Italia

Un altro elemento che l’azienda ha tenuto a sottolineare è che la Nestlé crea un contributo significativo per lo sviluppo economico del Paese, rappresentandone il 3,8% dell’intera produzione alimentare.

In tal senso, la Nestlé ritiene che questo importante contributo possa continuare a essere affiancato anche da una crescita continua - che di fatto già esiste da anni - e che si rivolge in primo luogo direttamente al consumatore, ossia colui che ripone la propria fiducia acquistando i prodotti dell’azienda.

È proprio nei confronti del consumatore che si colloca l’impegno Nestlé per ridurre ancora di più quel 30% di prodotti dolciari ritenuti non salutari, mantenendoli comunque buoni per grandi e bambini.

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