Haiti, crisi umanitaria: dopo il terremoto arriva la tempesta tropicale

Giorgia Bonamoneta

18 Agosto 2021 - 23:07

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Cosa sta succedendo ad Haiti? Distratti dall’Afghanistan, non ci siamo resi conto dell’ulteriore crisi umanitaria in corso. Il terremoto e la tempesta tropicale hanno aggravato la carestia nel Paese.

Haiti, crisi umanitaria: dopo il terremoto arriva la tempesta tropicale

Distratti dai terribili eventi accaduti in questi giorni in Afghanistan, abbiamo voltato le spalle per il momento alla crisi umanitaria in corso ad Haiti. In questo caso è l’azione della natura ad abbattersi sulle persone.

Il 14 agosto un terremoto di magnitudo 7.2 ha colpito Haiti e provocato la morte di quasi duemila persone (1.941 per la precisione) e oltre 9.900 feriti. Il bilancio è tuttavia provvisorio e si continua a scavare sotto le macerie in cerca di sopravvissuti.

Haiti si trova in una zona ad alto rischio terremoti e tempeste e proprio da una di queste, soprannominata Grace, è stata minacciata nella giornata di ieri. Prima di arrivare sull’isola ha perso parte della sua potenze ma, nelle condizioni di estremo disagio nel quale stanno vivendo i terremotati, una forte alluvione è comunque capace di creare ingenti danni e mettere a rischio la popolazione.

Disastri naturali e instabilità umana: la crisi umanitaria di Haiti a molteplici volti

Haiti non si era ancora ripresa dal terremoto di magnitudo 7.0 del 2010 e questo anche perché si è trovata inondata da un numero impressionante di tempeste tropicali e sconvolta da altrettanti uragani. Non solo. L’instabilità del governo ha giocato un importante ruolo nei disastri, non riuscendo a risanare il Paese.

Già nel 2004 piogge torrenziali e alluvioni avevano spazzato via interi villaggi, portando con loro 2.400 vittime civili. Da maggio a settembre il tempo per ricostruire fu scarso e l’arrivo di due uragani (Ivan e Jeanne) provocarono la morte di oltre 3 mila persone, ne ferirono migliaia e causarono 250 mila sfollati.

È il 2010 l’anno della catastrofe. Un terremoto di magnitudo 7.0 distrusse gran parte del Paese. La conta dei morti non è del tutto certa, ma si stimano tra le 200.000 e le 300.000 mila vittime. Durante lo stesso anno sull’isola scoppiò un’epidemia di colera che si portò via altre 9.000 persone.

E poi ancora l’uragano Sandy (200 mila sfollati) e l’uragano Matthew (3 mila morti) devastarono quanto rimasto del Paese. Questa lista, che non rende minimamente l’idea dell’inferno vissuto dalla popolazione haitiana, ci serve per avere chiaro il quadro delle condizioni dell’isola nel 2021.

La crisi umanitaria non deve neanche essere più invocata, Haiti è sull’orlo del baratro: dai disastri naturali sopra descritti, all’instabilità del governo e le proteste che l’hanno attraversata.

Perché sempre ad Haiti?

La posizione di Haiti è di per sé a rischio, infatti si trova vicino a una placca tettonica, sul margine. Questo vuol dire che è posizionata nel punto dove le placche si toccano e “strusciano”. Il terremoto del 14 agosto dipende proprio dal contatto laterale tra la placca caraibica e la placca nordamericana.

Non è l’unico luogo sul pianeta a trovarsi sul margine di una placca e a essere soggetti a numerosi terremoti di forte intensità, ma ad Haiti mancano gli edifici costruiti per resistere a questi fenomeni. Dopo il terremoto, che ha distrutto circa 60.000 abitazioni e ucciso quasi duemila persone, a complicare le ricerche e la ricostruzione parziale almeno delle cisterne d’acqua è arrivata la tempesta tropicale Grace.

La richiesta d’aiuto

Le stime, prima del terremoto, descrivevano un Paese in piena carestia, con oltre un milione di persone che avevano bisogno di cibo, acqua e un tetto sulla testa. Un bilancio che in questi giorni si è aggravato ulteriormente. A lanciare una richiesta d’aiuto è stato Padre Massimo Miraglio: “Situazione gravissima, qui manca tutto: aiutateci”, ha dichiarato.

Dopo il sisma è difficile anche solo raggiungere tutti i villaggi che hanno bisogno di un aiuto. Mancano acqua, cibo e corrente. “Ora si aggiunge il problema enorme della tempesta tropicale. Questo interessa circa ottocentomila abitanti che non hanno riparo”, ha spiegato nei pochi minuti di disponibilità della corrente elettrica.

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