Guida per la generazione Z alle elezioni Roma 2021

Felice Bianchini

1 Ottobre 2021 - 06:30

condividi

Chi può votare un giovane romano alle elezioni comunali 2021? Ma soprattutto, come si fa a votare? Ecco una guida al voto per i più giovani.

Guida per la generazione Z alle elezioni Roma 2021

Roma sta per cambiare sindaco. Il 3 e il 4 ottobre i romani sono chiamati alle urne per esprimere la loro preferenza. Su circa 2,7 milioni di abitanti, ci sono 244 mila ragazzi tra i 18 e i 24 anni, i «nativi digitale» anche conosciuti col nome di Generazione Z. Per alcuni di loro sarà la prima elezione e hanno da poco ricevuto la tessera elettorale. Tra i più giovani dilaga il disinteresse verso la politica, che però è dovuto spesso alla mancanza di consapevolezza: banalmente, spesso, non si conoscono i candidati né i loro programmi.

Quello dei giovani è un bacino elettorale di tutto rispetto, cui non viene sempre data la giusta considerazione. È così anche stavolta? Cosa vogliono fare i candidati di Roma per i giovani romani? Ecco una guida per tutti i ragazzi che vogliono sapere come si vota, chi è candidato e qual è il suo programma.

Elezioni di Roma: guida per la generazione Z

Elezioni di Roma: chi sono i candidati

Iniziamo questa guida al voto con il lungo elenco dei candidati a sindaco e i loro programmi.

Virginia Raggi: il primo candidato è il sindaco uscente, figura di riferimento del Movimento 5 Stelle e sostenuta da altre 5 liste civiche, tra le quali la sua personale.

Programma Raggi

Enrico Michetti: avvocato attivo dal punto di vista giornalistico e amministrativo, è il candidato sostenuto, oltre che dalla sua lista civica personale, dalle liste di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Rinascimento (di Vittorio Sgarbi) e Partito liberale europeo.

Programma Michetti

Roberto Gualtieri: professore di Storia alla Sapienza, ex ministro dell’economia nell’ultimo governo Conte, è il candidato scelto dal PD. È sostenuto anche lui da varie liste civiche, tra cui la sua, quella del PSI, Europa verde, et al.

Programma Gualtieri

Carlo Calenda: ex ministro dello Sviluppo economico, nonché impegnato in passato con varie aziende - in diversi ruoli, tra cui Ferrari e Sky Italia. Ex membro (per un anno circa) del PD, ha deciso di correre da solo, rinunciando ad alleanze con Gualtieri e con una sola lista a sostenerlo.

Elisabetta Canitano: per gli amici Lisa, è una ginecologa, attiva politicamente fin da giovane sui temi dell’aborto e del femminismo, ed ex militante del vecchio Partito Comunista Italiano. È sostenuta dalla lista di Potere al Popolo.

Micaela Quintavalle: operaia e autista Atac, famosa per aver intrapreso una battaglia contro i vertici della azienda dei trasporti romana, denunciandone le ombre dell’attività. È la candidata del Partito Comunista che fa capo a Marco Rizzo.

Gilberto Trombetta: giornalista e attivista politico, si definisce anti-europeista e neo-socialista. È il candidato del partito in cui milita da quando è stato creato 5 anni fa, Riconquistare l’Italia.

Programma Trombetta

Rosario Trefiletti: ex presidente di Federconsumatori, sindacalista, ex membro del Cnel è candidato a sindaco sostenuto dalla lista Italia dei Valori.

Andrea Bernaudo: liberista dichiarato e convinto, laureato in giurisprudenza, ex consigliere regionale del Lazio, è il candidato di Liberisti italiani.

Cristina Cirillo: attivista politica oggi in pensione, parte dell’Associazione donne comuniste. È la candidata del PCI.

Monica Lozzi: ex Movimento 5 stelle, eletta consigliere nel settimo municipio, nel 2020 decide di andare per la sua strada. Si è candidata con la sua nuova forza politica REvoluzione civica.

Fabrizio Marrazzo: ex uomo di impresa, dal ’96 è attivo per la difesa dei diritti degli omosessuali e dei trans. Nel 2020 fonda il Partito Gay e si candida a sindaco di Roma.

Programma Marrazzo

Paolo Berdini: ingegnere e urbanista, già assessore all’urbanistica per la Raggi e per la Regione Lazio, finito in mezzo al clamore mediatico per la questione dello Stadio della Roma. Militante del PCI da giovane, oggi è candidato a sindaco di Roma sostenuto dalla lista Roma ti riguarda.

Programma Berdini

Fabiola Cenciotti: pilota di Alitalia ed ex giovane della Democrazia Cristiana. Oggi si candida a sindaco di Roma sostenuta dalla lista Popolo della Famiglia, che fa capo a Mario Adinolfi.

Programma Cenciotti

Giuseppe Cirillo: sessuologo, si fa chiamare Dr.Seduction. Lo sostiene come candidato sindaco la lista del Partito delle buone maniere.

Margherita Corrado: originaria di Crotone, archeologa. Eletta in Senato con il Movimento 5 Stelle nel 2018, è stata espulsa per non aver votato la fiducia al governo Draghi. Ha deciso di candidarsi a sindaco di Roma, sostenuta dalla lista Attiva Roma.

Luca Teodori: segretario del movimento 3v, che chiede chiarimenti sulla campagna vaccinale di massa in cors. È candidato sostenuto dalla sola lista movimento 3v.

Francesco Grisolia: candidato sindaco di Sinistra Rivoluzionaria.

Rodolfo Concordia: candidato di Democrazia Repubblica.

Gian Luca Gismondi: candidato sindaco di Movimento idea sociale.

Paolo Oronzo Mogli: candidato Movimento Libertas.

Sergio Iacomoni: detto Nerone, già presidente del Gruppo storico romano, si è lanciato alla conquista del Campidoglio con il suo Movimento Storico Romano.

Elezioni di Roma: chi votare?

Per attrarre i ragazzi che voteranno a queste elezioni, molti partiti hanno deciso di candidare dei giovani. Queste comunali, infatti, saranno quelle con il più alto numero nella storia di candidati ventenni nelle liste.

Per essere dalla parte della Generazione Z, però, non basta candidare dei volti giovani: serve condividerne anche le idee e mirare a realizzarle. I temi più in voga tra i nati dal ’97 al 2012 sono l’ambiente e il lavoro.

Il tema ambiente passa necessariamente per la soluzione del problema rifiuti. In questo senso, tutti i candidati sindaco si sono espressi. Il problema di Roma, prima che essere un problema di percentuale di raccolta differenziata - che non sale - e di efficienza della raccolta «porta a porta», è un problema di impianti dove collocare i rifiuti raccolti. Nel corso degli ultimi anni, due dei tre impianti disponibili sono andati a fuoco, mandando nel panico l’amministrazione.

Il Lazio è famoso, infatti, non avendo abbastanza spazio, per esportare una parte dei rifiuti che produce. I paesi che importano, oltre a farsi pagare per prendere i rifiuti laziali, li convertono in energia.

La soluzione desiderata, ideale, sarebbe la costruzione di impianti che trasformano il rifiuto in energia, senza ammassarlo da qualche parte o bruciarlo.

Per quanto riguarda il lavoro, è in atto la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione, presente nella cornice del PNRR. Questa trasformazione incentiva l’assunzione di nuovo personale giovane, più a suo agio con il mondo digitale. Nei programmi assumere giovani è una misura bipartisan, ossia che propongono tutti i candidati, qualsiasi sia il colore politico.

Un altro tema, che tocca sia lavoro che ambiente, è il trasporto pubblico, uno dei settori più sofferenti nella Capitale. Anche per quanto riguarda l’Atac, l’azienda municipalizzata che si occupa dei trasporti, è condiviso il bisogno di un ammodernamento dei mezzi, un aumento del personale e una riorganizzazione della gestione societaria.

I programmi hanno molti aspetti in comune, sono a tratti sovrapponibili. Chi dovrebbe votare un ragazzo della Generazione Z? Chi è che sta dalla sua parte? Se le soluzioni sono bene o male le stesse, con solo qualche dettaglio a distinguerle, sorge un problema all’atto di scegliere.

Per risolvere questo problema, durante la campagna elettorale, i candidati hanno spesso spostato la «battaglia» dalle soluzioni (tutto sommato diverse solo in termini di dettagli), alla credibilità e capacità di presentarle e poi metterle in atto una volta conquistato il Campidoglio. In sintesi, si è parlato molto di competenza. Purtroppo, al di là della competenza degli attuali candidati, Roma soffre la sua grandezza spropositata e un dissesto a livello finanziario che va avanti da anni - e che ha visto passare sindaci di tutti i colori.

Alla luce di quanto detto, l’unico vero consiglio che può essere dato a un ragazzo della Generazione Z è: selezionare il programma con le sfaccettature più conformi al suo pensiero e valutare la credibilità del candidato che lo propone.

Elezioni di Roma: come si vota

Dopo essersi informati sui candidati, le proposte e aver formulato la propria preferenza si può andare a votare.

Per prima cosa bisogna andare al seggio, ubicato in quella che viene chiamata «sezione», il cui indirizzo è indicato sulla tessera elettorale, con carta di identità e tessera elettorale. Arrivati sul posto, bisogna consegnare il proprio documento e la tessera elettorale per ottenere la scheda elettorale e una matita. In alcuni casi verrà richiesta anche la consegna dello smartphone, visto che è vietato fare foto all’interno della cabina elettorale, il piccolo spazio individuale dove si può votare senza essere disturbati o spiati.

Dopo aver completato lo scambio, si va nella cabina e si apre il tutto. È una delle più lunghe schede mai viste, in quanto deve riportare i 21 candidati sindaci e le 38 liste che li sostengono. Per ogni candidato sindaco ci sono uno o più simboli (le liste, appunto) che stanno a indicare un gruppo di persone che si candidano come consiglieri comunali.

Elezioni Roma 2021
Fac-simile scheda elettorale

Si deciderà, infatti, chi sarà sindaco e chi farà parte della cosiddetta Assemblea capitolina (l’insieme dei consiglieri comunali, ossia i politici delle liste che vengono eletti). Chi vota ha varie possibilità (si vota mettendo una X - con qualsiasi segno non chiaro, la scheda potrebbe essere annullato):

  • mettere una sola X sul nome di uno dei candidati sindaco (facendo così, non si voterà nessuna lista);
  • mettere una sola X sul simbolo di una lista (facendo così, si voterà automaticamente anche per il candidato sindaco sostenuto da quella lista);
  • mettere due X, una sul nome di un candidato sindaco e una sul simbolo di una lista (anche diversa da quella del sindaco votato: trattasi di voto disgiunto).

In aggiunta, se si vota una lista, si possono inserire, nelle righe di fianco il simbolo, fino a due preferenze tra i nomi presenti nella lista scelta. Conviene andare a votare con già in mente le preferenze, se si vogliono utilizzare. In caso si decidesse di inserire due nomi, devono essere di sesso opposto.

Oltre alla scheda per eleggere sindaco e Assemblea capitolina, verrà consegnata anche una scheda, formalmente identica e basata sulle stesse regole, per eleggere i presidenti e i consiglieri del Municipio in cui si vive. Il Presidente del Municipio non è altro che un mini-sindaco, che si occupa di una fetta di territorio romano nello specifico.

A chi abita nel Municipio XIV (Aurelio, Trionfale, Primavalle, Montespaccato, Torrevecchia, Casalotti, S. Maria di Galeria, Ottavia, La Storta, Tomba di Nerone) verrà consegnata anche una scheda rosa, con la quale si elegge un posto in Parlamento rimasto vuoto. Chi vuole, può mettere una X sul simbolo di uno dei candidati.

Dopo aver messo le proprie X, va ripiegata la scheda e si può ritornare da chi si è preso il nostro documento. Si restituisce la matita, si inserisce la scheda elettorale nell’urna, e si ricevono indietro documento e tessera elettorale, sulla quale nel frattempo avranno messo il timbro delle elezioni.

Elezioni di Roma: come si decide il vincitore

Il sindaco vincitore si decide a maggioranza assoluta dei voti, ossia se un candidato prende più del 50%. In caso nessuno riuscisse a ottenere questi numeri (non è così semplice ottenere più della metà dei voti), i due più votati andranno a uno spareggio, detto ballottaggio: una seconda votazione in cui - se si decide di votare - è ammesso scegliere solo uno tra i due candidati rimasti.

In caso di ballottaggio, se si vorrà far valere il proprio voto, ci si dovrà ripresentare alle urne. I giorni disponibili tra cui scegliere saranno il 17 e il 18 ottobre.

Dopo avere eletto il sindaco, si distribuiscono i seggi dell’Assemblea secondo un sistema proporzionale, ossia che dà a tutti in proporzione della percentuale di voti presi, con delle eccezioni:

  • sono escluse dalla distribuzione le liste che non hanno superato il 3% dei voti;
  • è assicurato alle liste che sostengono il sindaco vincitore il 60% dei seggi (a meno che una lista avversaria non abbia preso più del 50% dei voti).

Iscriviti a Money.it