Green pass e vaccino obbligatorio, perché le restrizioni non servono più

Alessandro Cipolla

2 Febbraio 2022 - 10:00

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Per Andrea Crisanti in Italia l’obiettivo ormai sarebbe stato raggiunto: con il 90% della popolazione che ha gli anticorpi non avrebbe più senso insistere con il green pass e il vaccino obbligatorio.

Green pass e vaccino obbligatorio, perché le restrizioni non servono più

L’obbligo bisognava metterlo subito, dandosi l’obiettivo del 90%. E una volta raggiunto chiedersi: vale la pena di arrivare al 95% al costo di radicalizzare lo scontro nella società? Un problema politico, non epidemiologico”.

Parole queste di Andrea Crisanti, con il popolare microbiologo che in una intervista rilasciata al Fatto Quotidiano così si è espresso in merito ai nuovi obblighi in materia di green pass e vaccino obbligatorio di recente entrati in vigore.

Se negli ultimi due anni Crisanti è stato etichettato spesso come uno degli esperti più rigoristi, fa un po’ specie adesso leggere di questo suo invito a iniziare a programmare una fine delle varie misure restrittive riguardanti il green pass o l’obbligo vaccinale.

Se c’è un momento per liberalizzare è fra due-tre settimane, nel momento di massima protezione della popolazione - ha spiegato Crisanti - O lo fai adesso o non lo fai. Non significa che il virus se n’è andato, sia chiaro. Significa solo che la maggior parte della popolazione è protetta o perché ha fatto la terza dose da poco o perché si è infettata da poco”.

Green pass e vaccino obbligatorio: il parere di Crisanti

Nonostante i contagi e i ricoveri siano in discesa in Italia, dal primo febbraio nel nostro Paese è entrato in vigore l’ennesimo pacchetto di misure anti-Covid: vaccino obbligatorio per gli over 50 e green pass base necessario per accedere in quasi tutti i negozi o attività.

Una ulteriore stretta che arriva nel momento in cui mezza Europa ha annunciato l’addio alle misure restrittive, mentre da noi il Governo ancora fatica a prendere una decisione definitiva in merito alla durata del green pass.

Partendo dagli ultimi dati che indicano come in Italia, tra vaccinati e guariti dal Covid, ormai il 90% della popolazione avrebbe sviluppato gli anticorpi, Andrea Crisanti ha spiegato che da noi l’obiettivo ormai sarebbe stato raggiunto.

L’azione politica deve avere un obiettivo di sanità pubblica - ha sottolineato il microbiologo - È inutile che mi accanisco contro l’altro 10% se i dati dicono che il 90% basta. Bisogna valutare la risposta della società, c’è sempre il singolo che non si vuole vaccinare per le più diverse ragioni”.

Per Crisanti così servirebbe una indagine sierologica perché se si scoprisse che anche in Italia come in Inghilterra il 95% della popolazione ha gli anticorpi, a quel punto un obbligo non avrebbe più senso.

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