Grecia: punto di non ritorno? Il tempo sta per scadere

Nadia Fusar Poli

19 Settembre 2011 - 15:17

Grecia: punto di non ritorno? Il tempo sta per scadere

GRECIA. Non si può vedere, ma lo si può sentire. Il panico è nell’ aria mentre sale la pressione sulla situazione delle finanze della Grecia. Con liquidità appena sufficienti per sopravvivere un altro mese, la Grecia è in corsa contro il tempo perché ha bisogno di trovare una cospicua somma di denaro entro ottobre per poter ri-pagare parte del suo debito precedentemente acquisito.

Ma la Grecia non sta per ricevere la prossima tranche del suo pacchetto di salvataggio? Questo non dovrebbe aiutarla? Certo, la Grecia se la passerebbe meglio se avesse la certezza di ricevere ulteriori finanziamenti. Ma non è questo il caso. A partire da ora, la prossima rata del suo pacchetto di salvataggio è ancora in forse, e sembra che questa volta i benefattori del Paese non siano così ansiosi di (e propensi a) sborsare aiuti monetari.

Il ministro delle finanze greco Evangelos Venizelos sta certamente sentendo la forte pressione. Ha recentemente affermato che la Grecia è stata «minacciata e umiliata» dalle richieste di ulteriori tagli alla spesa da parte degli ispettori della “troika”, formata dalla Commissione europea, dal Fondo Monetario Internazionale e dall’ Unione Europea. Come risultato, i funzionari del governo greco hanno deciso di unire le loro forze (e spremere le loro meningi) durante una riunione di gabinetto convocata in tutta fretta questo fine settimana, per pianificare nuove misure nel tentativo di ridurre il disavanzo di bilancio. Dopo accalorati e reiterati moniti delle altre nazioni della zona euro e le preoccupazioni che gli sforzi sinora insufficienti potrebbero compromettere gli aiuti futuri alla Grecia, il ministro delle Finanze Evangelos Venizelos ha dichiarato che «bisogna rispettare le misure già annunciate per raggiungere gli obiettivi di bilancio del 2011 e per il bilancio 2012 sarà necessario prendere misure aggiuntive per ridurre la spesa pubblica». Guidato dal premier George Papandreou, che ha annullato il suo viaggio negli Stati Uniti per condurre le discussioni, l’incontro non ha dunque prodotto nuove dal punto di vista politico, ma non si è nemmeno risolto in un “nulla di fatto”. La seduta si è conclusa con la promessa di concentrarsi su tagli alla spesa nel 2012. Ha anche dato vita a piani per implementare una tassa di proprietà nel 2011 e nel 2012 per contribuire a colmare il deficit crescente del paese.

E’ chiaro che i greci troveranno queste proposte ingiuste. Già hanno a che fare con i tagli salariali e gli effetti negativi della loro recessione in corso, ed ora anche la prospettiva di licenziamenti di massa nel settore pubblico.
Il governo greco potrebbe essere costretto ad annullare le assunzioni nel settore pubblico che hanno avuto luogo nel 2010 e nel 2011 al fine di ridurre la spesa pubblica. Nel marzo di quest’anno, la Grecia aveva già promesso tagli nel settore pubblico per 80.000 dipendenti nel 2015, come parte del suo accordo con i creditori. Ma con la Grecia ancora lontanissima dal raggiungere i suoi obiettivi di deficit, il governo si trova ad affrontare la richiesta di aumentare i licenziamenti nel pubblico impiego a 100.000.
Queste tasse proposte e la cassa integrazione, molto probabilmente innescheranno proteste pubbliche e, forse, porteranno presto a nuove elezioni. Il partito socialista al governo sta arrancando per rimanere in cima alla situazione debitoria, aggrappandosi a fatica alle misure di austerità, ma senza alcun risultato. Naturalmente, i partiti di opposizione stanno approfittando della confusione in seno alla maggioranza e chiedono un cambio di governo.

Non si tratta solo di una questione politica. La posta in gioco per la Grecia è anche la nuova tranche del suo pacchetto di salvataggio del valore di 8 miliardi di euro. A meno che la Grecia sia in grado di soddisfare i rigidi e rigorosi obiettivi di disavanzo, il secondo pacchetto di salvataggio concordato nel giugno di quest’anno potrebbe anche esserle negato.
Ma la Grecia non ha ammesso che il denaro rimasto nella sue tasche durerà solo fino al mese prossimo? Se non fosse possibile evitare questa serie di sfortunati eventi, l’ appartenenza della Grecia alla zona euro potrebbe anche essere a rischio. Il Ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble ha ricordato al Paese che ci sono severi requisiti (da rispettare) per far parte della zona euro, e le nazioni che non sono in grado di soddisfarli non meritano di restarvi.

Pensate che la Grecia alla fine verrà buttata fuori della zona euro?

Tradotto da Nadia Fusar Poli per forexinfo.it

Fonte: babypips.com

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