Grecia, il SI del Parlamento al secondo pacchetto di riforme. 9000 manifestanti contro l’austerity a Piazza Syntagma. A sorpresa il SI di Varoufakis. Proseguiranno le trattative per il salvataggio di Atene.
Col voto di stanotte il Parlamento greco si è detto favorevole al secondo pacchetto di riforme concordate con l’Europa. Stupisce il SI di Varoufakis. Ora i creditori internazionali, vista la serietà della Grecia, possono proseguire le trattative per il piano di salvataggio da 80 miliardi di euro. L’ala radicale del partito del premier, Syriza, non è ancora debellata però conta meno esponenti.
A Piazza Syntagma, una folla di oltre 9000 persone ha manifestato la propria contrarietà nei confronti della politica di austerità.
I risultati del voto del Parlamento greco
La seduta parlamentare ha votato riguardo al pacchetto di riforme atteso dall’Eurozona e ha detto SI. Nonostante le premesse non ottimistiche Tsipras consegue una vittoria e ottiene un significativo consenso politico.
230 parlamentari hanno dato il loro assenso, fra questi anche l’ex ministro delle Finanze Varoufakis. Così hanno fatto anche altri quattro appartenenti a Syriza, che alle precedenti votazioni si erano astenuti. Ora si attendono le reazioni del settore finanziario e valutario.
La posizione di Varoufakis
Varoufakis, che finora aveva sostenuto una strenua battaglia contro l’austerity, sembra aver lasciato da parte la sua «ribellione» a Bruxelles.
L’ex ministro sostiene di aver votato SI non per motivi ideologici ma
“Soltanto per far guadagnare tempo al Governo”
cioè per non ostacolare nella pratica le trattative coi creditori.
Si è detto però convinto che queste non andranno a buon fine.
Anche conservatori, liberali e socialdemocratici hanno votato a favore.
Cosa accadrà dopo il SI del Parlamento greco
Ora che il Parlamento ha detto SI al secondo pacchetto di riforme, le richieste dei creditori internazionali sono soddisfatte e i negoziati con la Grecia possono proseguire. E’ stato così eliminato il secondo ostacolo che si frapponeva al piano di salvataggio da 80 miliardi di euro.
Le trattative proseguiranno con la Troika (Ue, Bce, Fmi), il piano dovrà essere attuato entro il 20 agosto 2015, termine per la restituzione alla Bce (Banca Centrale Europea) di 3,2 miliardi di euro.
Su cosa si è votato?
- Modifiche del codice di procedura civile;
- Adozione delle regole europee per la risoluzione delle banche in fallimento (bail-in).
Il dibattito parlamentare è durato fino a notte tarda con questi risultati di voto:
- 230 SI;
- 63 NO;
- 5 astenuti.
Per Tsipras un buon risultato
Tsipras si ritiene soddisfatto perché, oltre a poter continuare le trattative internazionali, ora ha dalla sua un partito più unito: Syriza sembra perdere man mano la parte più radicale ad eccezione degli irriducibili. Fra i NO dei dissidenti di Syriza si registra proprio quello della presidente del Parlamento che non ha presieduto la votazione.
I commenti di Tsipras
Prima del voto, Tsipras ha dichiarato:
“non abbiamo lottato per niente, abbiamo seminato e sono sicuro che vinceremo. Le forze conservatrici hanno avuto una vittoria di Pirro di fronte al popolo greco, ma hanno perso una cosa preziosa, la sensazione di governare l’Europa.”
Dopo i risultati della votazione, Tsipras ha sostenuto che l’aver accettato il diktat di Bruxelles è un passo difficile per la Grecia ma l’unico a poter impedire la Grexit o il fallimento.
Il premier si è detto fiducioso sulla validità del piano dal punto di vista delle garanzie offerte dalla Grecia: sarà possibile portarlo avanti con difficoltà sostenibili almeno per i prossimi tre anni. Per la Grecia inoltre sarà l’occasione giusta per ristrutturare il debito.
Disordini in Piazza Syntagma
Stanotte, durante le votazioni, ci sono stati disordini a Piazza Syntagma. Adedy, il sindacato del settore pubblico, ha organizzato una grande manifestazione e ha gridato a gran voce
“contro il piano di salvataggio e per ribaltare l’austerità e difendere la sovranità popolare.”
Secondo la Polizia greca, Adedy aveva riunito 2000 persone, mentre circa 7000 manifestanti hanno partecipato ad un altro corteo, organizzato dal sindacato comunista Pame. Questi ultimi si sono radunati a Piazza Omonia e hanno marciato fino a Piazza Syntagma, riunendosi con Adedy.
Nonostante alcuni partecipanti a volto coperto abbiano lanciato bombe carta e bottiglie contro la Polizia schierata, non si sono avute reazioni di rilievo delle forze dell’ordine.
Sono state fermate solo dieci persone. In diverse città della Grecia si sono svolte oltre quaranta manifestazioni.