Quando tutto sembrava potesse filare liscio per ancora un po’ di tempo, ecco che si scatena improvvisamente una nuova ondata di avversione al rischio che va ad abbracciare non solo motivazioni di carattere fondamentale (il declassamento di Moody’s su Atene) ma anche tecniche (approdo di numerosi tassi di cambio in importanti zone di resistenza). Moody’s ha abbassato il rating di Atene da “A3” a “BA1”, cioè un livello “junk”, cioè “spazzatura”. Tuttavia, l’agenzia di rating ha affermato che al momento non c’è il pericolo imminente di un default in quanto il pacchetto di aiuti finanziari stanziato da Ue e Fmi rappresenta un cuscinetto importante nel medio periodo. L’Euro/Dollaro è stato subito respinto a contatto con 1,23 che rapresenta ora una resistenza dinamica per la presenza della EMA20 sul grafico giornaliero. Nel breve dovrebbe avvenire un approdo del cambio in area 1,2150, un’area di supporto (ex resistenza) che dovrebbe contenere per un po’ l’eventuale forte pressione dei venditori. Più o meno la stessa identica situazione si riscontra sull’Euro/Yen che da 112,90 (anche qui resistenza dinamica per la presenza della EMA20 sul daily chart) è sceso fino a 111 e sembra diretto verso il supportone di 110,30. Infine, problemi anche per il cambio Gbp/Usd che aveva fatto un grosso sforzo nel superare quota 1,4770, resistenza davvero difficile da scardinare. Tuttavia, si è trattato di un falso breakout con approdo fino in area 1,48. Da qui i prezzi hanno cominciato a scendere velocemente e a questo punto è lecito attendersi un ritorno in area 1,45.
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