Grecia, default: nuova disperata manovra. Venizelos: due mesi infernali

Nadia Fusar Poli

12/09/2011

Grecia, default: nuova disperata manovra. Venizelos: due mesi infernali

GRECIA - Il primo ministro George Papandreou, giurando di voler evitare un default e mantenere la Grecia nell’area dell’euro, ha approvato nuove misure per contribuire a colmare le lacuna di bilancio e compensare lo squilibrio dei conti pubblici provocato dal gettito minore rispetto a quello previsto.

Ieri il Consiglio dei Ministri ha votato per tagliare un mese di salario a tutti i funzionari eletti e per imporre una tassa annuale sugli immobili – il provvedimento entrerà in vigore nel 2012 - che riguarderà tutte le proprietà, e con durata di due anni, da riscuotere tramite bolletta elettrica per garantire una raccolta rapida.

Le misure aiuteranno il paese a soddisfare gli obiettivi di disavanzo: 17,1 miliardi di euro (23,6 miliardi di dollari) nel 2011 e 14,9 miliardi di euro nel 2012, che coprono un deficit di 2.000 milioni di euro per quest’anno, esacerbato dalla profonda recessione.

«Dobbiamo fare tutto il possibile per uscire da questa situazione difficile», ha detto Venizelos. «Non possiamo fornire a nessuno il pretesto per dire che ci stiamo sbagliando». La nuova manovra correttiva da due miliardi di euro, tra nuove tasse e tagli salariali, viene approntata e resa nota dopo che l’ euro è precipitato ai minimi da sei mesi, e i rendimenti greci a due anni sono schizzati ad un record del 57 per cento, sulle preoccupazioni che il paese stia inesorabilmnente scivolando verso il default.

Le divisioni fra i leader europei rischiano di far naufragare il secondo piano di salvataggio approvato a luglio, e il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, il 10 settembre, ha ribadito il suo monito affinchè la Grecia si dimostri in grado di soddisfare gli obiettivi di bilancio concordati con l’Unione europea, posta quale condizione necessaria per ricevere il pagamento dei prossimi 8 miliardi di euro del piano di salvataggio originale. Papandreou ha sottolineato che la massima priorità del governo è quella di «salvare il paese dalla bancarotta» sostenendo che farà tutto quanto si renderà necessario per raggiungere gli obiettivi, e promettendo di accelerare le misure di austerità in cambio dei prestiti di emergenza.

Venizelos ha affermato che la situazione è «critica» e che i prossimi due mesi saranno «infernali». Il governo deve redigere un bilancio 2012 credibile, procedere con la vendita di assets statali e completare uno scambio volontario del debito entro la fine di ottobre, mentre i leader dell’UE lavorano sugli ultimi ritocchi al Fondo europeo di stabilità finanziaria.
La speculazione di un default greco mira alla moneta unica, e deve essere contrastata se l’obiettivo è quello di fermare la diffusione della crisi del debito, ha detto Venizelos, aggiungendo che la mancanza di istituzioni nella zona euro ha sostenuto la volatilità nei mercati globali nei giorni scorsi.

«La Grecia è troppo piccola per essere un catalizzatore per il futuro della zona euro», ha detto. «E ’pari al 2 per cento del Pil della zona euro e meno del 3 per cento del debito della zona. Non possiamo lasciare che il nostro paese diventi un pretesto per creare divisioni che non riguardano noi».

La Grecia «è come in stato di guerra» per riuscire ad ottenere, «nonostante la cattiva volontà» di alcuni Paesi europei (allusione alla Germania) la nuova tranche di aiuti promessi il 21 luglio scorso. Queste le parole del premier socialista George Papandreou, pronunciate durante una conferenza stampa durata oltre tre ore e tenutasi a Salonicco, dove il giorno prima si erano tenute manifestazioni e registrati incidenti. Il premier ha giustificato l’introduzione della nuova tassa sugli immobili di proprietà annunciata dal Ministero delle Finanze Venizelos. «Non è mai piacevole applicare delle manovre correttive ma oggi non ci viene perdonato nulla (riferendosi ai creditori della grecia), nemmeno lo scarto di un euro», ha sottolineato Papandreou. «Il Paese sta conducendo una battaglia decisiva per vedere se gli accordi del 21 luglio saranno applicati, non dobbiamo lasciare a nessuno la possibilità di contestare l’accordo», ha spiegato Papandreou a pochi giorni dal vertice dei Ministri delle Finanze della zona euro e dell’Ue che dovranno decidere il destino del piano da 160 miliardi di euro.