Grecia: Samaras primo ministro, ma l’Europa vuole conferme

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Antonis Samaras è stato ufficialmente nominato Primo Ministro delle Grecia. Dal ritorno della democrazia nel 1974, Samaras sarà il tredicesimo Premier ellenico.

Nelle interviste con la stampa, il leader di Nuova Democrazia sottolinea sul «patriottismo, l’unità nazionale e la fede in Dio che aiuteranno la popolazione greca a riemergere da questa crisi il prima possibile». I miei ministri, ha detto il neo-premier, lavoreranno duramente perché la popolazione ha bisogno di una «speranza tangibile».
Samaras dovrà dimostrare alla Grecia che il suo governo non sarà soltanto una versione rinnovata del vecchio sistema, ma soprattutto, la prima cosa che ci si aspetta di vedere dai i tre partiti della coalizione (Nuova Democrazia, Pasok e Dimar) sarà la rinegoziazione delle misure di austerity, questione che diventa ogni giorno più controversa.
Venizelos, leader di Pasok, ha detto: «Dobbiamo prepararci al meglio per il summit Europeo di fine mese, sarà la prima battaglia per invertire questa situazione e tornare a crescere».

Ci sarà una proroga per la Grecia?

Stando alla stampa c’è, inoltre, la possibilità che il nuovo governo greco chiederà alla Troika una proroga di due anni, fino al 2016 -per ridurre il debito pubblico al 3% del Pil. In termini di denaro questo si traduce in un ulteriore prestito compreso tra i 16 ed i 20 miliardi di euro, in base a quanto ancora sarà profonda la recessione di quest’anno. Alcune previsioni comunitarie parlano di un 4,5% del Pil altre, altre si aggirano tra il 6% ed il 7%.

George Zannias, neo Ministro delle Finanze, parteciperà all’euro meeting di giovedì ed affronterà la questione. Da lui, l’Europa vorrà sapere quali saranno le priorità e quali misure verrannp adottate dal nuovo governo per mantenere gli impegni presi per il secondo bailout di febbraio.

Syriza all’opposizione

Intanto prosegue la battaglia anti-euro di Syriza che, dopo la nomina di Samaras, ha ribadito in un comunicato scritto la totale mancanza di fiducia nei confronti del nuovo governo che, secondo il partito di Tspiras, non sarà in grado di rinegoziare gli accordi per il debito del paese.
«Un bilancio politico del governo dimostra come questo non sarà in grado di lavorare alla sostanziale rinegoziazione dei termini per il bailout, e come non riuscirà a contrastare le politiche di austerity che l’Europa continua ad imporre».

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