Gratuito patrocinio, chi sceglie l’avvocato?

Isabella Policarpio

21 Giugno 2019 - 11:33

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Chi sceglie l’avvocato in caso di ammissione al gratuito patrocinio? Lo Stato o il privato cittadino? Vediamo come funziona.

In caso di gratuito patrocinio, chi sceglie l’avvocato?

Potrebbe sembrare una domanda banale a chi ha familiarità con la giustizia, tuttavia la risposta non è scontata per quelle persone che, per la prima volta, sono coinvolte in un processo.

Dunque, chi viene ammesso al gratuito patrocinio a spese dello Stato, ovvero quando le spese legali sono a carico dello Stato e non della parte in giudizio, può autonomamente scegliere il proprio difensore. Tuttavia, si tratta di una decisione indirizzata: egli dovrà selezionare l’avvocato tra quelli presenti negli elenchi appositi, predisposti e conservati presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati.

Questi elenchi vengono aggiornati continuamente, e sono liberamente consultabili dagli utenti che ne hanno bisogno.

Gratuito patrocinio, chi sceglie l’avvocato?

Ottenere il gratuito patrocinio significa poter beneficiare dell’avvocato a spese dello Stato, senza quindi dover pagare in prima persona le spese legali. Ma chi sceglie l’avvocato?

Sciogliamo subito questo dubbio: spetta alla parte, anche se non tenuta direttamente al pagamento, scegliere da quale avvocato vuole farsi difendere. Tuttavia, la scelta deve avvenire tra gli avvocati inseriti nelle liste apposite dei legali ammessi alla difesa in gratuito patrocinio.

In altre parole, si tratta di un vero e proprio incarico professionale.

Gli elenchi con i nomi degli avvocati ammessi sono predisposti e conservati presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati. Ne fanno parte i professionisti che ne fanno richiesta e che rispettano i requisiti previsti dalla legge (che vedremo nel prossimo paragrafo).

L’inserimento negli elenchi è determinato dal Consiglio stesso, che tiene conto delle attitudini personali e professionali dei richiedenti, dell’esperienza maturata nel settore e della mancanza di sanzioni disciplinari a suo carico.

Spesso i Consigli Forensi rendono possibile la consultazione degli elenchi direttamente online, con la possibilità di restringere la ricerca in base alle materie di specializzazione.

Chi sono gli avvocati ammessi al gratuito patrocinio? I requisiti

Dunque, quali avvocati possono chiedere l’iscrizione negli elenchi degli ammessi al gratuito patrocinio?

Lo ha stabilito la Legge n.25 del 2005 secondo cui l’avvocato per essere ammesso deve:

  • avere maturato almeno 2 anni di anzianità di iscrizione all’Albo degli avvocati;
  • mancanza di sanzioni disciplinari nei 5 anni precedenti la domanda.

Spetta al Consiglio dell’Ordine valutare se i richiedenti hanno tutti i requisiti richiesti.

Avvocato d’ufficio: differenze con il gratuito patrocinio

Diverso è il caso dell’avvocato d’ufficio. Spesso si fa confusione tra le due tipologie di avvocati, ma si tratta di istituti molto diversi.

Il gratuito patrocinio a spese dello Stato, come abbiamo visto, serve a garantire l’accesso alla giustizia anche a chi non ne ha le risorse economiche; l’avvocato d’ufficio invece, è il legale nominato dal giudice quando la parte in giudizio ha omesso di procurarsi un avvocato (che, invece, è obbligatorio).

In conclusione, l’avvocato d’ufficio è rimesso alla volontà del giudice e la parte deve pagarlo normalmente.

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