Il Governo vuole aumentare i posti nelle terapie intensive: perché solo adesso?

COViD-19, al via il piano di potenziamento delle terapie intensive: si punta ad aggiungere 5.500 posti letto. Ma è una corsa contro il tempo.

Il Governo vuole aumentare i posti nelle terapie intensive: perché solo adesso?

Sanità: sta per essere pubblicato il bando con il dovranno essere incrementati i posti nelle terapie intensive degli ospedali italiani.

A darne la notizia è il Sole 24 Ore che ha riportato le dichiarazioni del Commissario per l’Emergenza, Domenico Arcuri, riguardo al piano con cui il Governo intende difendere gli ospedali dalla seconda ondata da COVID-19.

Non è un segreto, infatti, che uno dei timori maggiori durante la fase centrale dell’emergenza era quello di un collasso sanitario, con le terapie intensive che non avrebbero avuto più posti da destinare ai pazienti che ne avessero avuto bisogno.

Un rischio che fortunatamente siamo riusciti ad evitare ma che si ripropone con l’avvicinarsi, probabile, di una seconda ondata di COVID-19. Nella giornata di ieri c’è stato un incremento di 11 pazienti ricoverati in terapia intensiva, per un totale di 291 posti letto oggi occupati dai contagiati dal coronavirus.

Lo scorso agosto il Ministero della Salute ha dichiarato di aver raggiunto quota 6.570 posti letto disponibili, con l’intento di aumentarli per far fronte ad una possibile risalita dei contagi. Per il momento la situazione è sotto controllo ma non possiamo, per stessa ammissione degli esperti, sapere come evolverà la pandemia. A tal proposito, ci chiediamo perché solo adesso è stato possibile partire con un bando annunciato da tempo, in un periodo in cui gli ospedali potrebbero aver bisogno della massima capienza per poter far fronte alla risalita dei contagi.

Tant’è che si parla di una “corsa contro il tempo” per creare nuovi posti in terapia intensiva ed evitare un nuovo “tsunami delle corsie” che rischierebbe di mettere - di nuovo - in ginocchio molte strutture sanitarie.

Più posti in terapia intensiva: al via il progetto del Governo per contrastare la seconda ondata

Mentre si riflette sulla possibilità di prorogare lo Stato di emergenza fino al 31 gennaio e i singoli territori cominciano ad adottare regole più severe per contenere l’avanzare della pandemia (nel Lazio, ad esempio, è stato introdotto l’obbligo della mascherina anche all’aperto e per tutta la giornata), ecco che il Governo si appresta a partire con il piano di potenziamento delle strutture ospedaliere.

L’annuncio lo ha dato Domenico Arcuri, commissario per l’emergenza, il quale ha confermato che è in uscita un “bando super veloce” con cui far partire i lavori per l’incremento dei posti letto. La partenza è prevista per la fine di ottobre, quindi ad autunno inoltrato e con la situazione coronavirus che potrebbe essere peggiore rispetto ad oggi.

Partirà solamente adesso, quindi, l’operazione su cui Governo e Regioni hanno lavorato questa estate con l’intento di avere le disponibilità necessarie per far fronte ad un possibile aggravamento dell’attuale situazione sanitaria; obiettivo è avere in tutti i territori ospedali attrezzati per ospitare tutti i pazienti più gravi che necessitano della ventilazione assistita.

Nel dettaglio, il piano prevede l’avvio di 1.044 cantieri, con 457 ospedali e 176 aziende sanitarie interessate. L’obiettivo è arrivare a 3.443 posti letto in più in terapia intensiva e 4.123 in sub-intensiva; la metà di quest’ultimi, però, sarebbe facilmente trasformabile in terapia intensiva qualora ce ne fosse la necessità.

Complessivamente, quindi, si punta ad avere altri 5.500 posti di terapia intensiva, per un totale di 12.000 posti. Una dotazione sufficiente per far fronte anche ad una potenziale seconda ondata.

L’intero piano ha un valore di 1,1 miliardi (saranno utilizzate le risorse stanziate con il Decreto Rilancio) e le tempistiche per l’avvio dei lavori saranno molto ristrette: per le risposte al bando ci sarà tempo entro il 12 ottobre, ed entro 10 giorni arriveranno le aggiudicazioni.

Aumento dei posti in terapia intensiva: non sarà troppo tardi per partire?

Così come per le scuole, abbiamo qualche perplessità sui tempi di intervento del Governo. D’altronde, ci sono stati i mesi estivi in cui la situazione era totalmente sotto controllo e nessun paziente da COVID-19 era ricoverato in terapia intensiva.

Adesso che la situazione sta pian piano peggiorando bisognerà fare in fretta, anche per non provocare disagi alle strutture ospedaliere interessate dai lavori. A tal proposito, il Commissario Arcuri assicura che non ci saranno rallentamenti e che tutto sarà svolto in tempo per un’eventuale seconda ondata: le aziende pronte sono 336, per lavori divisi in 21 lotti. Va ricordato, però, che solo 10 Regioni hanno scelto di sfruttare questa procedura, ossia Basilicata, Calabria, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Umbria, Sardegna e Toscana.

Le altre hanno scelto l’opzione della delega per attuare da sé piani ospedalieri, con i Governatori che saranno nominati commissari. In queste Regioni, quindi, procedure e cantieri saranno una loro responsabilità, ma lo Stato avrà comunque il potere di controllare.

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Sanità Coronavirus

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