Tassi di deposito negativi in Giappone: annuncio a sorpresa dalla BoJ venerdì, l’obiettivo è stimolare economia e inflazione. Positivo il Nikkei a +2.8%
La Bank of Japan, banca centrale del Giappone, sorprende i mercati finanziari nella sessione di venerdì annunciando la decisione di adottare dei tassi di interesse negativi per la prima volta nella storia della banca, nel tentativo di rilanciare la crescita della terza economia più grande del mondo.
In una mossa che era già stata anticipata dal Nikkei Business pochi minuti prima, ma che comunque è riuscita a sorprendere i mercati, la Banca del Giappone ha annunciato che applicherà un tasso negativo dello 0,1 per cento sull’eccesso dei depositi che le istituzioni finanziarie immobilizzano nelle casse della banca centrale, a partire dal 16 febbraio.
Far pagare le banche per il privilegio di depositare parte dei loro fondi in eccesso è stata una mossa inaspettata, ma non senza precedenti.
Le banche centrali in Europa, in particolare la Banca Centrale Europea, hanno già tagliato i tassi di interesse al di sotto dello zero, preferendo aspettare ancora prima di tagliare il costo del denaro nel tentativo di stimolare le banche a concedere più prestiti.
Giappone, tassi negativi: la reazione dei mercati
Il mercato azionario in Giappone vola in territorio positivo venerdì, dopo che la banca centrale del Paese ha sorpreso gli investitori annunciato l’arrivo di tassi di interesse negativi.
L’indice Nikkei ha chiuso in rialzo del 2.8% a 17.518,3 punti, a seguito dell’incertezza sul tentativo degli investitori di interpretare le notizie provenienti dalla BoJ.
Anche gli altri indici della regione asiatica hanno performato bene durante l’ultima sessione della settimana. L’indice Hang Seng di Hong Kong guadagna il 2.22%, lo S&P/ASX australiano segna un rialzo dello 0.6% e l’indice sud coreano dello 0.3%.
L’indice cinese Shanghai Composite era già in rialzo prima dell’annuncio della Banca del Giappone. Con un guadagno del 2.9%, l’indice ha accolto positivamente un’altra iniezione di liquidità da parte della banca centrale cinese di 100 miliardi di yuan all’interno del sistema finanziario.
Banca del Giappone: pesa il rallentamento dell’economia
La BOJ ha lasciato invariato il programma di acquisto di titoli di Stato e ETF previsto dal quantitative easing, sottolineato che l’economia giapponese ha recuperato leggermente grazie ad un aumento dell’inflazione, accompagnato dal rialzo della spesa di imprese e famiglie.
«Recentemente, tuttavia, i mercati finanziari globali sono stati volatili sullo sfondo di un calo ulteriore dei prezzi del petrolio e dell’incertezza sullo sviluppo futuro delle economie emergenti e degli esportatori di materie prime, in particolare dell’economia cinese»
ha scritto la BOJ in una nota ad accompagnamento della decisione che annunciava al mondo l’arrivo dei tassi di interesse negativi sui depositi in Giappone.
«Per queste ragioni, vi è un rischio sempre più grande che un miglioramento della fiducia delle imprese giapponesi e l’allontanamento dall’ambiente deflazionistico possano essere ritardati.»
Giappone: perché la BoJ cede ai tassi negativi?
Il nuovo sistema annunciato venerdì dividerà il saldo di ogni conto presso la Banca del Giappone in tre tipologie e secondo ciascuno verrà applicato un tasso di interesse positivo, a zero o negativo.
La banca del Giappone si è mostrata particolarmente dovish, con i membri che non hanno mancato di sottolineare che la banca è pronta ad adottare altre misure di allentamento se necessario, con strumenti quantitativi e qualitativi, anche attraverso i tassi di interesse.
Inoltre, la BoJ non ha fissato un limite più basso sull’acquisto dei rendimenti dei titoli di Stato giapponesi, il che significa che i tassi di interesse a lunga scadenza potrebbero scendere in territorio negativo, come spiegato da Bill Adams, economista internazionale presso PNC Financial Services Group.
I tassi negativi sono finalizzati al raggiungimento del target sull’inflazione del 2 per cento «nel più breve tempo possibile», dice la nota della BOJ.
La BOJ ora prevede l’inflazione core allo 0,2-1,2 per cento tra aprile 2016 e marzo 2017. Il Governatore Kuroda ha detto precedentemente di sperare di colpire l’obiettivo sull’inflazione al 2 per cento entro la fine del 2016 - ma i mercati sono ampiamente scettici.