Germania 1921, acquisto di valute estere ad ogni prezzo

Dimitri Stagnitto

07/09/2011

Germania 1921, acquisto di valute estere ad ogni prezzo

Questo articolo apre una piccola serie di citazioni tratte dal libro «Quando la Moneta muore» di Adam Fergusson
, le serie si intitola Germania 1914-1923: IPERINFLAZIONE.

Il libro tratta della svalutazione del marco tedesco tra l’inizio della prima guerra mondiale e il 1923, un periodo estremamente difficile per il popolo tedesco che ancora oggi porta dentro di sè le cicatrici di un’esperienza umanamente devastante.

A partire dall’agosto del 1921 Mannheimer cominciò a comprare divisa estera a qualsiasi prezzo, «perchè la germania aveva tutti i marchi che voleva in banconote, ma non possedeva divisa estera». Questo fu il primo segno del collasso del Marco.

Non si può non notare come proprio ieri la Svizzera abbia dichiarato di essere pronta ad acquistare valute estere a qualsiasi prezzo con l’intento di non far collassare la propria economia. La situazione è certamente diversa, peraltro la Svizzera lo fa a causa di movimenti determinati da problemi di altri stati, tuttavia bisogna prendere atto che una manovra codì disperata ha avuto i suoi precedenti in un contesto come quello della Germania del 1921.

Da quel momento gli stranieri non specularono più sul marco nella stesa misura di prima, anzi cercarono di non vendere i marchi che possedevano nella speranza che la situazione migliorasse. Dal canto loro le banche, per conto dei loro clienti e degli industriali, non solo continuarono a vendere marchi a qualsiasi prezzo, ma iniziarono persino a speculare.

Questo atteggiamento era motivato da quattro ragioni: si voleva che l’industria fosse competitiva con i paesi stranieri; si volevano soddisfare le richieste degli operai aumentando i salari, riempiendo le buste paga di una quantità di cartaccia inutile; evitare disorsini e confitti di natura politica; infine dimostrare al mondo intero che la Germania non poteva mentenere gli obblighi imposti dal Trattato di Versailles.
«Quando la Moneta muore», Adam Fergusson, pag. 68.

Il primo punto e quello che ha mosso la svizzera nella giornata di ieri.

Per il punto 2 è presto, nel panorama odierno i prezzi al consumo sono ancora relativamente stabili, quindi non c’è grande pressione popolare alla distribuzione di moneta. Tuttavia c’è da tenere presente che l’aumento dei prezzi delle commodities ed il continuo aumento dell’oro potrebbero (dovrebbero) sfociare ad un certo punto sui prezzi al consumo.

Il punto 3 è analogo alla situazione europea attuale: la difficoltà a trovare accordi potrebbe portare a compromessi che non risolvono i problemi, anzi li aggravano.
Al momento proprio la forte ostilità della Germania verso la creazione di inflazione fanno da argine all’inflazione stessa, ma i muri stanno cedendo proprio per la mancanza di coesione politica.

Il punto 4 è la polvere che si vuol tenere sotto il tappeto. Nel 1921 la Germania poteva ledere i suoi stessi interessi per dimostrare al resto del mondo che era stato troppo severo nei suoi confronti. Ora i soggetti in gioco non sono così ben definiti e l’eccessiva gravosità di debiti oggettivamente impagabili è proprio ciò che si tende a voler nascondere.

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