Generali Assicurazioni: rating tagliato a BBB+ da S&P, ma il ceo Greco non ci sta

Nicola D’Antuono

15 Dicembre 2014 - 06:53

Inaspettata bocciatura per Generali Assicurazioni, che è stata declassata al rating BBB+ da S&P solo perché pochi giorni prima era avvenuto il downgrade dell’Italia

Generali Assicurazioni: rating tagliato a BBB+ da S&P, ma il ceo Greco non ci sta

Venerdì il gruppo Generali Assicurazioni ha dovuto incassare una inattesa bocciatura da Standard & Poor’s, che solo pochi giorni prima aveva declassato il rating sovrano della Repubblica Italiana un gradino sopra il livello “junk” (spazzatura). L’agenzia di valutazione del debito americana non ha fatto altro che adeguare il giudizio sul merito di credito delle Generali a quello dell’Italia, giustificando la propria decisione con l’aumento del rischio-paese e la forte esposizione della compagnia triestina al debito sovrano dello Stivale.

Il rating di lungo periodo di Generali Assicurazioni è stato così abbassato a BBB+ da A-, con l’outlook che però passa a “stabile” da “negativo”. Il taglio di due notch non è andato giù all’amministratore delegato del gruppo Mario Greco, secondo il quale S&P ha applicato il suo modello di valutazione senza tener conto del profilo finanziario del Leone di Trieste. In pratica Generali varrebbe ancora la “A”, ma il downgrade sul debito sovrano italiano a BBB+ ha costretto l’agenzia americana a tagliare anche il giudizio sulla società friulana.

Generali Assicurazioni presenta ora un rating BBB+ per S&P, Baa1 per Moody’s e A- per Fitch. Secondo quanto dichiarato dal ceo goup Mario Greco, “S&P non ha fatto un downgrade alle Generali”. Greco ritiene che la decisione sia “un’assurdità”. D’altronde Standard & Poor’s ha confermato che il profilo di credito del principale gruppo assicurativo italiano (il cosiddetto GCP) resta ali livello “A”. Gli esperti dell’agenzia statunitense ritengono che Generali abbia ancora un “profilo di business molto forte e un più che adeguato rischio finanziario”.

Non a caso l’agenzia di rating A.M. Best, specializzata proprio sul comparto delle assicurazioni, giudica Generali con una valutazione “A”. Inoltre il gruppo triestino, nonostante le sue forti radici in Italia, genera il 70% del fatturato all’estero, per cui non è particolarmente influenzato dal rischio-Italia (sebbene detenga in portafoglio svariati miliardi di bond pubblici emessi da Roma). A Piazza Affari le azioni Generali Assicurazioni hanno chiuso l’ultima ottava con una flessione complessiva del 4,55%. Il valore delle azioni è sceso a 16,59€, dopo che quasi due settimane fa la quotazione aveva toccato il massimo più alto da oltre 6 anni a 17,52€.