GameStop, “l’aspetto più grave è chi sarà il prossimo”: l’analisi di Marcotti

Violetta Silvestri

30 Gennaio 2021 - 11:58

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Caso GameStop: chi sarà il prossimo titolo a schizzare in Borsa? L’analisi - allarmata - di Marcotti sugli ultimi eventi straordinari nel mercato USA.

Il rally monstre di GameStop, in rialzo del 1635% in un mese, continua a suscitare reazioni sbalordite e preoccupate da parte di esperti e investitori.

Le azioni della catena di negozi di videogiochi è diventata un caso, con le operazioni della cosiddetta “trader gang” nella piattaforma Reddit che, di fatto, hanno sconvolto il mercato USA costringendo i venditori allo scoperto a un dietrofront che è ormai storia.

Piccoli risparmiatori contro i grandi manipolatori di Wall Street: con questo slogan si sono susseguite ore di enfatiche discussioni e polemiche. Un’analisi al riguardo arriva anche da Giancarlo Marcotti, nel suo consueto appuntamento con Money.it.

Il caso GameStop rischia di essere solo il primo di una lunga serie: questo è un grave problema per l’esperto di finanza.

GameStop non sarà l’unico caso: l’allarme

Non ha dubbi Marcotti nella sua riflessione sul terremoto GameStop: c’è stato un problema serio, grave e sintomo di qualcosa che non va. Eppure la sensazione è che la vicenda delle azioni dei negozi di videogiochi schizzate in orbita non sarà circoscritta e irripetibile.

La vera minaccia, quindi, è tutta racchiusa in questo interrogativo: chi sarà il prossimo? Marcotti insiste che il rally folle di GameStop, in fondo, ha interessato una società piuttosto piccola, non un colosso, tra l’altro al collasso per vendite in forte calo.

Ma se la protagonista fosse un’azienda di grandi dimensioni, cosa succederebbe?

Di fatto, alla base di tutto quello che è accaduto, ci sono operazioni di trading lecite, che, però, sono sfuggite di mano. E, soprattutto, non sono state affatto controllate dalla Sec, organo di vigilanza della Borsa USA simile alla nostra Consob. Un fatto allarmante per Marcotti:

“il titolo in un’ora è passato da 480 dollari a 112 dollari per azione...una slot machine, non più una Borsa...questo non è serio...c’è un errore gravissimo della Sec, organo vigilanza Borsa....non è intervenuta.. deve essere impedito che succedono cose del genere...”

Il motivo della necessità di controllo è semplice: ci sarà un prossimo caso GameStop, magari con protagonista un’azienda di rilievo. Si è parlato di Intel, un vero colosso secondo Marcotti. E questa prospettiva è vista con grande inquietudine.

La conclusione dell’esperto è amara ed esplicita: “è vero che negli USA vige il libero mercato...ma così si crea sfiducia non fiducia...”

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