I francesi boicottano Amazon per Natale: acquisti nei negozi di quartiere per evitarne il fallimento

In Francia si cerca di tutelare i negozi di quartiere, messi in ginocchio dal secondo duro lockdown e per Natale parte la campagna per boicottare Amazon.

I francesi boicottano Amazon per Natale: acquisti nei negozi di quartiere per evitarne il fallimento

Arriva dalla Francia la proposta di boicottare Amazon per gli acquisti di Natale, un’idea per riuscire a sostenere le piccole imprese messe in ginocchio dalle restrizioni. Niente acquisti sull’e-commerce, ma solo regali comprati nei negozi di quartiere per dare un aiuto concreto a chi potrebbe dover chiudere per sempre la saracinesca.
Sarà quindi un #NoëlsansAmazon quello che attende la popolazione francese e che sta vedendo moltissimi esponenti politici sostenere l’iniziativa.

La campagna di sensibilizzazione è partita dalla sindaca di Parigi, ma successivamente la proposta è diventata una vera e propria petizione. I firmatari, tra cui spicca il nome di Delphine Batho, ex ministra dell’ambiente, di alcune ONG e soprattutto della confederazione dei commercianti e del sindacato dei librai, chiedono che vengano imposte delle regole severe che blocchino l’espansione incontrollata del colosso americano, a scapito dei piccoli commercianti.

La petizione cerca di mettere al bando l’azienda di Bezos a favore di piccoli e-commerce, legati a realtà presenti sul territorio, a shop del centro, negozi di quartiere e punti vendita che hanno risentito pesantemente della pandemia e delle chiusure imposte.

Un Natale senza Amazon: cosa chiede la petizione francese?

In Francia, a causa della pandemia, il tasso di disoccupazione è salito al 9% e si contano 1 milione di persone cadute in povertà a causa della nuova situazione dovuta al Covid. I firmatari dell’iniziativa chiedono quindi norme che permettano di avere una concorrenza equa e che consentano ai proprietari dei negozi fisici di riuscire a sopravvivere, mentre vengono giorno dopo giorno schiacciati dal peso di Amazon e della sua concorrenza sleale.

Nella petizione si chiede inoltre di porre fine alle ingiustizie fiscali e soprattutto di cercare di incentivare acquisti in negozi sostenibili, che propongono prodotti di seconda mano, rigenerati o che comunque puntino sul commercio circolare. Una richiesta che cerca di mettere in luce le attività virtuose che tentano di vivere in piena armonia con il pianeta.
Le istanze avanzate con la petizione valicano quindi i confini della festività e dello shopping legato a questo momento dell’anno e cercano di mettere in luce come al commercio servano regole più chiare e che è ora compito del governo intervenire cercando di bloccare lo strapotere del colosso americano.

Anche in Italia avremo un Natale senza Amazon? La risposta di Confesercenti

A cogliere l’appello della Francia è stata Confesercenti che ha messo in chiaro come la seconda ondata stia mettendo in serio pericolo i negozi fisici. Nelle zone rosse i negozi sono chiusi, ma questo vale solo per gli store fisici, mentre continuano a prosperare gli shop online. Una situazione che per Confesercenti porta ad una concorrenza sleale e che rischia di essere un vero e proprio tsunami per il periodo di Natale.

Confesercenti fa quindi il punto della situazione e mette in chiaro che la seconda ondata potrebbe essere il colpo mortale per il commercio che da ormai anni si trova ad essere in sofferenza. Se non si cercherà immediatamente di trovare un rimedio a queste disparità il contraccolpo per l’economia italiana sarà molto forte. Si rischia infatti la chiusura di ben 190mila attività, mentre per il 2021 lo studio Barometro Censis-commercialisti mette in chiaro che l’emorragia potrebbe essere di 460mila PMI chiuse.

Se in Francia le associazioni e le forze politiche nazionali si stanno in qualche modo muovendo per riuscire a sensibilizzare i cittadini a preferire negozi di quartiere in Italia non si segnalano ancora iniziative di questo tipo. Anche nel Belpaese si attiveranno iniziative di questo genere? Non ci resta che attendere i prossimi giorni per vedere quale sarà la risposta.

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