Forze Armate, allarme stipendi: pignorati i conti al Ministero della Difesa

Le indennità di missione per le Forze Armate impegnate all’estero non saranno corrisposte regolarmente: la causa è il pignoramento di alcuni conti correnti del Ministero della Difesa.

Forze Armate, allarme stipendi: pignorati i conti al Ministero della Difesa

Forze Armate: ha dell’incredibile quanto sta succedendo in queste ore sul fronte stipendi. A causa di alcune inadempienze, infatti, i conti del Ministero della Difesa sono stati pignorati e questo impedisce all’amministrazione di pagare gli stipendi al personale in divisa impegnato all’estero.

A rendere nota la questione è stato il SIAM - Sindacato Aeronautica Militare - il quale ha spiegato che a causa di alcune inottemperanze del Ministero della Difesa molti militari - così come tutto il personale che lavora nelle ambasciate o è fuori Italia per seguire dei corsi - non riceverà l’indennità di missione entro i termini previsti.

Gli emolumenti, come tra l’altro comunicato da Poste Italiane ai militari interessati, al momento non saranno corrisposti e fino a quando non ci saranno novità in merito per gli stipendi ci sarà da attendere.

Stipendi bloccati ai militari in missione: la comunicazione di Poste Italiane

Nei giorni scorsi ai militari impegnati nelle missioni di lungo corso all’estero è arrivata una comunicazione da parte di Poste Italiane che ha dell’incredibile. Qui, infatti, si legge che “a causa di onerosi vincoli pignoratizi” - che complessivamente ammontano a circa 22,6 milioni di euro con uno sconfino di circa 3 milioni di euro - “non potranno essere pagate le indennità di missione”.

Una situazione che lascia il personale interdetto, così come il Sindacato Aeronautica Militare che non ha perso occasione per ammonire il Ministero della Difesa.

D’altronde quanto accaduto ai militari impegnati all’estero è dipeso dal fatto che ad oggi il Ministero della Difesa è debitore con diverse società, in quanto non ha ancora provveduto al pagamento delle bollette di luce, gas e acqua. Ecco perché i conti correnti del Ministero della Difesa sono stati pignorati per oltre 22 milioni di euro, impedendo così il pagamento dell’indennità di missione ai militari che si trovano all’estero e devono farsi carico delle spese di vitto e alloggio.

Quando il Ministero della Difesa fa cassa sul personale

Non è la prima volta che la “grave” e “incosciente” condotta del Ministero della Difesa arreca un danno al personale delle Forze Armate. Come ricordato dal SIAM, infatti, ogni volta che si viene a creare una situazione di questo tipo l’amministrazione sopperisce alle sue carenzemettendo le mani in tasca al personale”; basti pensare ai tagli alle condizioni alloggiative per chi lavora all’estero, o anche il mancato versamento di anticipi relativi alla missione svolta.

Insomma, una situazione che per il SIAM - ma non solo - deve finire, con il Ministero della Difesa che deve prestare maggiore attenzione affinché quanto sta succedendo in questi giorni non si ripeta.

Nel frattempo si invoca un rapido intervento del Governo così da individuare il prima possibile le risorse necessarie per il pagamento regolare degli stipendi per i militari all’estero. Neppure un giorno di ritardo sarà permesso.

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