Momento negativo per il dollaro australiano, che perde colpi sul forex dopo il brusco calo delle quotazioni del minerale di ferro
Il dollaro australiano ha subito pesanti vendite nel corso della sessione asiatica, dopo aver mostrato un andamento negativo già nella seduta di ieri. A mettere in difficoltà il “canguro” è stato il forte calo dei prezzi sul future del minerale di ferro. La quotazione è scesa per la prima volta sotto i 100$, dopo che in Cina le scorte sono balzate al record storico di 112,55 milioni di tonnellate nella settimana chiusa il 16 maggio. Pechino è il primo partner commerciale dell’Australia e copre circa un terzo delle attività commerciali totali del paese oceanico, importando ingenti quantità di minerale di ferro, carbon coke e altre risorse naturali.
Sul forex la discesa dei prezzi del minerale di ferro sotto i 100$ ha appesantito il dollaro australiano, che stamattina è sceso vistosamente contro le principali valute. Dopo una breve fase di consolidamento, il tasso di cambio AUD/USD ha rotto gli indugi e messo a segno un rally ribassista scendendo fin sotto 0,9270 ai minimi da due settimane. L’Aussie è ormai proiettato verso un nuovo test dell’area di supporto chiave di 0,92. Se questo fondamentale livello tecnico dovesse cedere, i prezzi dovrebbero accelerare verso il basso fino a 0,9130 prima e 0,9080 poi. In forte ripresa c’è anche il tasso di cambio EUR/AUD, che si sta riavvicinando a 1,48 dopo essere sceso pochi giorni fa sui minimi da quasi sei mesi in area 1,4560.
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