Forex: Aussie ai minimi da agosto 2010 sotto 0,88. In arrivo un nuovo taglio dei tassi?

Nicola D’Antuono

17 Gennaio 2014 - 08:41

Il dollaro australiano resta una delle valute più vendute dagli investitori, che si aspettano nuovi tagli sui tassi per far ripartire un’economia ancora molto debole

Forex: Aussie ai minimi da agosto 2010 sotto 0,88. In arrivo un nuovo taglio dei tassi?

L’economia australiana continua a mostrarsi molto debole, come evidenziato dal recente dato decisamente negativo sulla variazione dell’occupazione. Un recente studio di Morgan Stanley ha evidenziato tutti i problemi di un’economia che per troppo tempo è stata eccessivamente dipendente dall’andamento del comparto minerario e quindi dalle esportazioni di materie prime, in particolare nella vicina Cina, che resta sempre il principale partner commerciale di Sidney. Secondo gli esperti di Morgan Stanley, l’economia australiana è stata sopravvalutata negli ultimi anni. Gli analisti della banca americana ritengono che l’Australia non ha ancora toccato il punto di minimo del ciclo economico, dal quale poi iniziare una fase di recupero.

Lo scorso anno il governo australiano ha ridotto le stime di crescita economica, mentre la Reserve Bank of Australia ha messo a punto numerosi tagli al costo del denaro fino a portarlo in agosto al minimo storico del 2,5%. Il pil ora cresce a un ritmo del 2,3%, un livello accettabile ma di certo in costante calo negli ultimi mesi. Il tasso di disoccupazione è su valori ben più elevati rispetto al suo livello naturale: attualmente siamo al 5,8%, ma nel maggio 2012 era al 4,9%. Preoccupa poi anche il forte calo del tasso di inflazione, che è sceso al 2,2% ma che prima del crack di Lehman Brothers di fine 2008 era addirittura al 5%. La banca centrale australiana, per risollevare l’economia e in particolare gli investimenti nel settore minerario, ha iniziato ad attuare una politica monetaria molto aggressiva.

Da fine 2011, quando i tassi di interesse erano ancora al 4,75%, la RBA ha tagliato per ben otto volte il costo del denaro fino a portarlo al 2,5% a inizio agosto scorso. Siamo su livelli ancora lontani dallo zero, tasso di riferimento attuale per numerose aree economiche del mondo (Usa, Eurozona, Regno Unito, Giappone, Svizzera), per cui i margini di manovra per la RBA sono potenzialmente ampi. Le aspettative di ulteriore riduzione dei tassi di interesse continuano a deprimere le quotazioni del dollaro australiano. Sul forex il tasso di cambio AUD/USD ha perso anche ieri quasi l’1%, crollando sui minimi di fine agosto 2010 a 0,8777. La perdita del supporto chiave di 0,88 potrebbe spingere l’Aussie ancora più in basso, probabilmente fino ai livelli di maggio 2010 posti in area 0,80. Ieri la valuta australiana ha perso anche l’1,4% sul franco svizzero, l’1,22% sullo yen, l’1,13% sul dollaro neozelandese e l’1,1% sul dollaro canadese.