Finmeccanica frena sulle cessioni di Ansaldo Breda e Sts. Spunta l’ipotesi tedesca per Selex

Alessandro Iacopini

03/11/2014

03/11/2014 - 13:38

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Rinviata a novembre qualsiasi decisione sul futuro delle due aziende del settore dei trasporti. Nella rivoluzione dell’Ad Morettti è finita anche Selex, che potrebbe essere venduta alla Siemens.

Finmeccanica frena sulle cessioni di Ansaldo Breda e Sts. Spunta l'ipotesi tedesca per Selex

Finmeccanica prende tempo e rimanda al 10 novembre qualsiasi decisione sulla cessione di Ansaldo Breda e STS. Il rinvio è stato deliberato martedì scorso durante il Cda del gruppo. Inizialmente, la scadenza per l’apertura delle offerte era stata stabilita dall’Ad del gruppo Mauro Moretti per la metà di ottobre. Il rinvio è arrivato per permettere alle società interessate - la giapponese Hitachi e la cordata cinese Cnr/Insigma - di perfezionare l’offerta d’acquisto. Lo stesso Moretti ha tenuto a precisare:

«Non c’è nessuna criticità, anzi è un’opportunità. Proprio perché sono interessati, si stanno impegnando a fare un’offerta importante. È un investimento e vincerà chi farà l’offerta migliore».

Mauro Moretti ha anche smentito le voci che circolavano insistentemente sulle possibili penali a carico di Ansaldo Breda e ha anzi sottolineato che chi acquisterà le aziende dovrà garantire maggiori investimenti in Italia e salvaguardare lo stabilimento di Reggio Calabria.

Selex verso la cessione
Mauro Moretti, arrivato in Finmeccanica nel maggio scorso, ha fin dal suo insediamento lanciato un vasto programma di ristrutturazione del gruppo italiano della difesa. In particolare, Moretti ha specificato:

«Finmeccanica vuole rimodificarsi, innovarsi e tornare a essere capace di presidiare i mercati su cui sviluppare prodotti per tornare a essere un punto di riferimento per il Paese».

Tra le vittime della rivoluzione morettiana potrebbe esserci Selex Es. L’azienda lavora nel settore della difesa e occupa circa 18mila dipendenti tra l’Italia e l’Inghilterra.

Secondo le indiscrezioni che si sono rincorse, Selex potrebbe essere ceduta ai tedeschi di Siemens. L’ipotesi di cessione dell’azienda ha scatenato la protesta dei lavoratori e nei giorni scorsi sono scesi in piazza i 1000 dipendenti Selex di Sestri Levante, a Genova.

In ogni caso Moretti non è sembrato preoccupato delle proteste, anche perché la sua linea è stata sempre chiara:

«Dove si perde saranno fatte delle azioni industriali per evitare ulteriori perdite».

Proprio come per Ansaldo Breda, se i conti vanno male, o l’azienda si rilancia o si cede. Anche perché il progetto di Finmeccanica è ormai tracciato da anni: il gruppo deve concentrarsi sul core business – difesa e aerospazio – e abbandonare gli altri settori. Così Moretti:

«Non riusciamo a investire tutte le risorse disponibili, finanziarie, economiche e anche umane, in ciò che serve a farla diventare una grande impresa. Non può essere subfornitrice di altri soggetti, altrimenti viene meno la sua funzione di essere innovatore. Occorre per prima cosa individuare i settori in cui eccellere e in cui abbiamo conoscenze»

L’andamento sul mercato
Per gli analisti di Equita il target price di Finmeccanica è pari 8,1 euro. Inoltre, secondo la banca d’investimento, le dismissioni di Ansaldo Breda e Ansaldo Sts saranno ultimate entro fine anno e garantiranno la ristrutturazione della situazione patrimoniale del gruppo.

Secondo Equita, infine, nel nuovo piano industriale previsto per gennaio ci saranno ulteriori tagli dei costi e un possibile riassetto delle joint venture dello spazio Mbda e Drs.

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