Finlandia, reddito di cittadinanza è realtà: 560 euro al mese. E l’Italia?

Finlandia: al via il reddito di cittadinanza da 560 euro a poveri e disoccupati, 2.000 finlandesi scelti a sorte. I dettagli del progetto sul reddito minimo garantito.

Il reddito di cittadinanza, a sostegno dei cittadini più poveri, è ora diventato realtà in Finlandia.
Il contributo inserito all’interno del reddito di cittadinanza in Finlandia prevede un importo mensile di 560 euro e verrà erogato a circa 2.000 disoccupati - che però verranno scelti a sorte.
Continueranno a ricevere il reddito di cittadinanza anche i finlandesi che, nel frattempo, troveranno lavoro.

L’esperimento che vede la Finlandia alla prova con un reddito minimo garantito, un progetto simile a quello nel programma del Movimento 5 Stelle in Italia, avrà una durata di due anni e, particolarità, continuerà a ricevere il reddito di cittadinanza anche il ricevente che avrà poi trovato un’occupazione, stimolando la ricerca di un impiego.

Questo particolare, secondo il primo ministro di centrodestra della Finlandia, Juha Sipilä, eviterà che il reddito di cittadinanza possa essere un ostacolo alla ricerca di lavoro da parte dei cittadini finlandesi disoccupati.

Finlandia: al via il reddito di cittadinanza da 560 euro al mese

Il progetto della Finlandia ha avuto inizio ufficialmente il 1° gennaio 2017, ma l’idea era sul tavolo del governo da mesi. Inizialmente, l’importo del reddito da erogare mensilmente ai disoccupati era previsto essere di 800 euro.

I riceventi, circa 2.000, verranno scelti a sorte tra chi ha requisiti previsti. L’obiettivo è stimolare i disoccupati alla ricerca di un impiego e non far adagiare i cittadini in difficoltà sulla generosità dei numerosi benefit che la Finlandia concede.

Attualmente, il tasso di disoccupazione in Finlandia è pari all’8% (circa 213.000 disoccupati), mentre il reddito medio a persona nel settore privato si aggira attorno i 3.500 euro al mese.
Nel 2019, ad esperimento concluso, avremo modo di vedere come avranno reagito i cittadini alla novità e valutare i risultati del progetto del reddito di cittadinanza finlandese.

Reddito di cittadinanza in Finlandia: le origini del progetto

Articolo datato 07/12/2016

La Finlandia sta considerando l’erogazione di un reddito minimo al netto delle tasse di 800 euro al mese ad ogni cittadino adulto.
La disoccupazione in Finlandia è attualmente a livelli record, e il reddito minimo da 800 euro al mese potrebbe incoraggiare più persone a tornare alla ricerca di un lavoro. Allo stato attuale, molti disoccupati evitano di accettare posti di lavoro temporanei e scarsamente retribuiti per non perdere i contributi sociali di assistenza.

Su proposta dell’Istituzione pensionistica nazionale finlandese (Kela), il reddito minimo da 800 euro al mese dovrebbe sostituire tutti le altre prestazioni sociali e sarebbe versato a tutti i cittadini adulti, indipendentemente dal fatto che questi abbiano già un altro reddito o meno.

Oltre il 10 per cento della forza lavoro della Finlandia è attualmente disoccupata, percentuale che sale al 22,7 per cento tra i lavoratori più giovani.
Secondo una ricerca commissionata dalla Kela, circa il 69 per cento della popolazione finlandese è a favore dell’idea di un reddito minimo nazionale.

I detrattori avvertono che un reddito di base eliminerebbe l’incentivo alle persone a lavorare e potrebbe causare un aumento della disoccupazione. Chi è a favore degli 800 euro al mese ad ogni cittadino finlandese si appellano agli esperimenti eseguiti in passato in cui il reddito minimo è stato un successo.

La città canadese di Dauphin ha sperimentato l’erogazione di un reddito minimo garantito negli anni ‘70 e i risultati - sia sociali che economici - sono stati in gran parte positivi.

Il primo ministro finlandese Juha Sipilä sostiene fortemente l’idea di un reddito minimo garantito ad ogni cittadino:

«Per me, un reddito di base intende semplificare il sistema di sicurezza sociale».

Il reddito di base avrà un costo per la Finlandia circa € 46.7 miliardi all’anno se pienamente attuato. Le proposte della Kela saranno presentate ufficialmente a novembre 2016.

Anche la città olandese di Utrecht ha in programma l’introduzione di un reddito minimo, anche se solo per i soli destinatari dell’assistenza sociale. Dal prossimo mese, più di 250 residenti disoccupati della città riceveranno un importo mensile, mentre i ricercatori saranno impegnati a monitorare l’esito per determinare che effetto il provvedimento abbia sull’occupazione.

Ma non solo. Anche la Svizzera sta considerando l’introduzione di un reddito di base nazionale. Nel mese di settembre il Parlamento svizzero ha votato, a larga maggioranza, per una mozione che invita il popolo svizzero a respingere l’iniziativa popolare per l’introduzione di un reddito minimo garantito.
Tuttavia, un referendum nazionale sulla questione è già stato fissato per il 2016 e, secondo un recente sondaggio online, il 49% degli svizzeri sarebbe a favore dell’introduzione di uno stipendio di base ad ogni cittadino.

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