FinCen files: la maxi-inchiesta su banche e riciclaggio, spiegata bene

I «FinCen files» rivelano numerose attività illecite di riciclaggio di denaro da parte di alcune grandi banche internazionali: ecco tutto ciò che sappiano fino ad ora sull’inchiesta.

FinCen files: la maxi-inchiesta su banche e riciclaggio, spiegata bene

Tutto quello che devi sapere sui FinCEN files, documenti segreti divulgati nella serata di domenica che stanno gettando nel caos il comparto bancario. Il tema: numerose transazioni di denaro - sospettosamente illecite e realizzate da soggetti criminali - per un valore di oltre 2.000 miliardi di dollari, permesse da alcune delle banche più grandi a livello mondiale.

Ma non sono solo gli istituti bancari ad essere nel mirino della maxi-inchiesta: il report, redatto in seguito a un attento studio dei dati da parte dell’International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ), mostra anche come alcuni oligarchi russi abbiano usato le stesse banche per evitare le sanzioni che, invece, avevano l’obiettivo di impedirgli di spostare somme di denaro verso Occidente.

Crimini finanziari, riciclaggio di denaro, accordi segreti e illegalità: questi i quattro perni su cui girano i FinCEN files.

Cosa sono i FinCEN files?

Per un totale di oltre 2.500 documenti, i FinCEN files sono per lo più composti dalle segnalazioni che le stesse banche, negli anni, hanno inviato alle autorità statunitensi tra il 2000 e il 2017, al fine di evidenziare dubbi e preoccupazioni circa le attività di alcuni loro clienti.

Sono documenti estremamente sensibili e racchiudono alcuni dei segreti più gelosamente custoditi dal sistema bancario internazionale.
Nonostante siano solo delle segnalazioni di comportamenti sospetti e costituiscano alcuna prova di illeciti o crimini finanziari - i contenuti sono in grado di dipingere uno scenario preoccupante per il comparto bancario.

A riuscire ad averli tra le mani è stata Buzzfeed News, che ha condiviso i documenti con un gruppo che riunisce numerosi giornalisti investigativi e d’inchiesta di tutto il mondo - l’ICIJ, per l’appunto, che a sua volta li ha distribuiti a 108 testate giornalistiche in 88 paesi.

Centinaia di giornalisti hanno passato al setaccio la fitta documentazione tecnica, scoprendo molte attività che le banche preferirebbero che il pubblico non conoscesse.

Il termine “FinCEN” è un’abbreviazione per Financial Crimes Enforcement Network, ufficio del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti che raccoglie e analizza le informazioni sulle transazioni finanziarie al fine di combattere il riciclaggio di denaro sporco a livello nazionale e internazionale, il finanziamento al terrorismo e altri crimini finanziari, come riporta Wikipedia.

Tutti i sospetti sulle transazioni effettuate in dollari USA devono essere condivisi con il FinCEN, anche se si verificano al di fuori dei confini statunitensi.

Le segnalazioni di attività sospette, o SAR (“Suspicious activity reports”), sono uno strumento di registrazione di tali sospetti. Una banca deve compilare uno di questi report nel caso in cui sospetti che uno dei suoi clienti stia procedendo in maniera illecita e inviarlo alle autorità.

Perché l’inchiesta FinCen files sulle banche è importante

È cosa nota: chiunque sia dentro un’impresa criminale deve sapere bene come riciclare il “denaro sporco” derivante da attività illecite.

Il riciclaggio di denaro è il processo di raccolta di denaro sporco - proveniente da crimini come lo spaccio di droga o la corruzione - e di invio dello stesso su un conto presso una banca nota e ben rispettata.
Lo stesso meccanismo si rende necessario anche nel caso dei magnati russi, impossibilitati a inviare liquidità verso Occidente a causa delle sanzioni imposte dall’Occidente stesso.

Le banche sono chiamate ad assicurarsi di non aiutare in alcun modo i propri clienti nella loro attività di riciclaggio e di vigilare che ogni transazione sia effettuata rispettando tutte le regole.
Per legge, tutte le banche devono sapere chi sono i loro clienti - non è sufficiente presentare una SAR e continuare a gestire i soldi sporchi dei clienti scaricando il problema sulle autorità. Semplicemente, se ci sono le prove di una presenza di attività criminale la banca dovrebbe smettere di accettare le transazioni di denaro sporco. Ma quasi mai è così.

Secondo Fergus Shiel dell’ICIJ, i FinCEN files mostrano «una panoramica di ciò che le banche sanno dei vasti flussi di denaro sporco in tutto il mondo».

I documenti inseriti nell’inchiesta parlano di transazioni del valore di circa 2.000 miliardi di dollari - e sono solo una piccola parte di tutte le segnalazioni inviate durante il periodo oggetto di studio.

I contenuti dell’inchiesta e le banche coinvolte

Riassumendo, l’inchiesta ha rivelato che:

  • HSBC ha consentito ad alcuni truffatori di spostare milioni di dollari di denaro rubato in tutto il mondo, anche dopo aver appreso dagli investigatori statunitensi che i capitali provenivano da una truffa;
  • JP Morgan ha permesso a una società di trasferire più di 1 miliardo di dollari su un conto presso Londra senza sapere chi fosse il suo intestatario. La banca, in seguito, ha scoperto che la società potrebbe appartenere ad un mafioso inserito nella lista dei 10 criminali più ricercati dell’FBI;
  • Vi sono prove secondo cui uno dei collaboratori più stretti del presidente russo Vladimir Putin abbia utilizzato una filiale di Barclays a Londra per evitare le sanzioni che gli impedivano di utilizzare i servizi finanziari in Occidente. Parte del denaro è stato utilizzato per acquistare opere d’arte;
  • Un uomo ha donato 1,7 milioni di sterline al partito conservatore del governo del Regno Unito, ma i soldi provenivano segretamente da un oligarca russo con stretti legami con Putin;
  • Secondo la divisione di intelligence del FinCEN, il Regno Unito è una «giurisdizione a rischio più elevato» rispetto a Cipro, stando al numero delle società con sede nel Regno Unito che compaiono nelle SAR. Sono oltre 3.000 le aziende inglesi nominate nei FinCEN files, più di ogni altro paese;
  • La banca centrale degli Emirati Arabi Uniti non è riuscita a dare seguito alle segnalazioni su un’azienda locale che stava aiutando l’Iran a eludere le sanzioni;
  • Deutsche Bank ha trasferito del denaro sporco proveniente dalla criminalità organizzata, da terroristi e da trafficanti di droga;
  • Standard Chartered ha trasferito liquidità verso la Arab Bank per più di 10 anni nonostante i conti dei clienti presso la banca giordana fossero stati utilizzati per finanziare il terrorismo.

Un paragone con le ultime grandi inchieste internazionali

La finanza, negli ultimi anni, è stata nel mirino di diverse inchieste internazionali, tra cui:

  • Paradise Papers (2017) - ha visto la pubblicazione di un’enorme quantità di documenti proveniente da un fornitore di servizi legali offshore, Appleby, e da un fornitore di servizi aziendali, Estera. I due hanno operato insieme sotto il nome di Appleby fino a quando Estera non è diventata indipendente nel 2016. Sono stati resi noti report finanziari in paradisi fiscali di politici, celebrità e leader aziendali.
  • Panama Papers (2016) - dei documenti trapelati dello studio legale Mossack Fonseca hanno rivelato al mondo come i ricchi sfruttano i regimi fiscali offshore a loro vantaggio.
  • Swiss Leaks (2015) - alcuni documenti della HSBC hanno mostrato come la banca utilizzasse la legislazione sul segreto bancario in Svizzera per aiutare i clienti a non pagare le tasse.
  • LuxLeaks (2014) - la divulgazione di alcuni report della società specializzata in contabilità e consulenza PricewaterhouseCoopers ha mostrato come alcune grandi aziende utilizzassero degli accordi fiscali con il Lussemburgo per ridurre l’importo delle tasse da pagare.

I FinCEN files descrivono però una situazione ben diversa: non si tratta di documenti su una o due società, ma su diverse banche.
Parliamo di una serie di attività potenzialmente sospette che coinvolgono aziende e individui e sollevano, tra le altre cose, degli interrogativi sul motivo per cui le banche, che hanno notato delle attività potenzialmente illecite da parte di alcuni clienti tanto da segnalarle alle autorità, anzi, abbiano deciso di continuare a lavorare per loro.

Il rischio è che tali segnalazioni siano un mero lavarsi le mani: infatti, una volta che una banca ha presentato una segnalazione alle autorità, difficilmente viene perseguita.

Il FinCEN ha affermato che la fuga di notizie potrebbe avere un impatto sulla sicurezza nazionale degli Stati Uniti, compromettere le indagini e minacciare la sicurezza delle istituzioni e delle persone presenti all’interno delle segnalazioni.

Fonte: BBC News

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