Film e serie TV in streaming: quanto inquina guardare Netflix e YouTube

Guardare film e serie TV produce un tasso d’inquinamento notevole sull’ambiente: ecco quanto costa al pianeta guardare Netflix e YouTube.

Film e serie TV in streaming: quanto inquina guardare Netflix e YouTube

Guardare serie TV e film in streaming inquina: sembra impossibile da creare, eppure i numeri della ricerca effettuata da The Shift Project, basati sull’anno 2018, lasciano poco spazio ai dubbi. Guardare video in streaming su Netflix o Youtube ha un impatto ambientale pari al consumo energetico della Spagna, elevando notevolmente il tasso di inquinamento nel mondo.

Ogni volta che guardiamo una serie TV su Netflix un video di gattini su YouTube abbiamo un effetto sull’ambiente a dir poco significativo, che alla lunga potrebbe contribuire notevolmente all’innalzamento dell’emissione di CO2 nell’atmosfera. Ma com’è possibile? Ecco perché fare binge watching guardando la nostra serie preferita non è propriamente un’attività totalmente green.

Quanto inquina guardare video in streaming su Netflix e YouTube

Prima di tutto un piccolo passo indietro: il report in questione è a opera di un collettivo francese chiamato The Shift Project. L’associazione, fondata nel 2010, ha come obiettivo l’analisi e la mitigazione dei cambiamenti climatici, puntando alla riduzione della dipendenza dell’economia dai combustibili fossili.

L’ultimo rapporto stilato basa la propria analisi proprio su un hobby entrato sempre più nel nostro quotidiano nel corso degli ultimi anni: guardare video in streaming.

Mettere una puntata di Stranger Things 3 o guardare una recensione dello Youtuber del momento, avrebbe un costo elevatissimo per il nostro pianeta secondo The Shift Project. I video in streaming, che occuperebbero circa l’80% del traffico internet mondiale, hanno un impatto ambientale da non sottovalutare.

Il concetto è abbastanza semplice: pensiamo alla costante accessibilità di questi servizi. Netflix, YouTube, Amazon Prime Video e tutte le varie piattaforme sono disponibili ogni volta che lo desideriamo, a ogni ora del giorno in tutto il mondo con uno standard qualitativo in termini di definizione video sempre elevato (tra Ultra HD e 4K).

Tutto questo materiale presente e fruibile grazie alla magia dello streaming ha però un prezzo: data center enormi che richiedono un elevato consumo energetico per restare attivi 24 ore su 24.

Il 4% delle emissioni globali è frutto della tecnologia digitale, e secondo l’analisi di The Shift Project solo nel 2018 guardare video in streaming ha prodotto 306 milioni di tonnellate di CO2, pari a quelle della Spagna.

Un terzo di queste, circa 100 tonnellate di CO2, pari ai consumi del Cile, arriva da piattaforme streaming come Netflix ma il dato più interessante arriva dalla pornografia online, che occupa il 27% del traffico video mondiale, e produce da solo 0,2% delle emissioni globali (pari a quelli di tutte le famiglie francesi).

The Shif Project propone a alcune valide alternative per ridurne il consumo: ridurre la risoluzione standard per i video, tramite un’apposita legge, e proibire il cosiddetto autoplay (che invoglia gli utenti a passare da un video a un altro in una spirale che porta a restare molto più tempo su questo tipo di piattaforme).

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