L’indice di fiducia dei consumatori americani, elaborato dal Conference Board, è calato a settembre a 48,5 punti rispetto ai 53,2 di agosto (attese degli analisti a 51,5). Secondo il direttore del centro di ricerca del Conference Board, Lynn Franco, la flessione è dovuta soprattutto al peggioramento delle condizioni del mercato del lavoro e per le aspettative di rallentamento dell’economia per i prossimi trimestri. Invece, l’indice C/Shiller, elaborato da Standard & Poor’s, ha evidenziato un aumento dei prezzi delle case monofamiliari nelle prime venti città americane dello 0,6% (le attese erano per un calo), che negli ultimi dodici mesi si traduce in un aumento del 3,2%.
Il pessimo dato sulla fiducia dei consumatori ha inciso sulla performance del dollaro, che fino a quel momento si era comportato bene complice anche le difficoltà dell’euro a causa dei timori sul debito irlandese. Dopo la pubblicazione del dato, l’euro/dollaro è schizzato fino a poco sotto 1,36 mentre l’oro rompeva defintivamente area 1.300$ portandosi a ridosso di area 1.310$. Male il dollaro anche contro yen (usd/jpy a 83,70) e franco svizzero (nuovi minimi di usd/chf a 0,9735 ai minimi da marzo 2008).
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