Nelle scorse ore il gruppo Fiat Chrysler Automobiles ha manifestato l’intenzione di riaprire alcune delle sue fabbriche in Italia a partire da giorno 6 aprile. Lo hanno confermato anche gli stessi sindacati che non si sono detti contrari alla riapertura delle fabbriche, a patto di aumentare ulteriormente la sicurezza dei lavoratori mettendoli a riparo da eventuali contagi di coronavirus.

In particolare si tratterebbe degli impianti che la società del numero uno Mike Manley ha a Melfi, Atessa e Mirafiori. A Melfi si darebbe il via alla produzione di Jeep Compass. Ad Atessa ripartirebbe la produzione di veicoli commerciali leggeri.

Il governo italiano bloccherà Fiat Chrysler che vuole riaprire le fabbriche?

A Mirafiori verrebbero avviate le operazioni relative alla produzione della nuova Fiat 500 elettrica. A questo punto però, un grosso ostacolo alle intenzioni di Fiat Chrysler Automobiles potrebbe essere rappresentato dal governo italiano.

Al momento le fabbriche di FCA infatti sono chiuse in seguito allo stop imposto via decreto da parte del governo italiano. Si vocifera del possibile prolungamento dello stop di altre due settimane e non si sa se questo sarà valido anche per le grandi fabbriche oppure no.

Domenica il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia ha dichiarato che il governo «inevitabilmente» estenderà le misure di contenimento oltre il 3 aprile. Tra i soliti bene informati si dice che l’ulteriore stop possa arrivare fino al 18 aprile.

Dunque nel caso in cui fosse confermato che l’industria automobilistica è non “essenziale”, Fiat Chrysler inevitabilmente dovrà tenere ancora chiuse le sue fabbriche fino al nuovo ordine dell’esecutivo guidato dal Premier Giuseppe Conte. Vedremo dunque come si evolverà la situazione in Italia e se davvero la produzione automobilistica potrà rimettersi in moto già dal prossimo 6 aprile.