Dagli Stati Uniti arrivano brutte notizie per Fiat Chrysler Automobiles. Il produttore automobilistico italo americano pronto a fondersi con il gruppo francese PSA, titolare dei marchi Peugeot e Citroën, ha accettato di pagare una multa di 9,5 milioni di dollari per porre fine alle accuse di falsa rappresentazione di un audit interno dei suoi sistemi di controllo delle emissioni, risalente al 2016.

Multa da 9,5 milioni di dollari per Fiat Chrysler in USA

La notizia è stata riportata dall’American Constable of the Stock Exchange (SEC). Nel 2019, i regolatori hanno stabilito che Fiat Chrysler ha utilizzato «dispositivi illegali» per falsificare i risultati dei test anti-inquinamento dei motori diesel.

Ricordiamo che Fiat Chrysler non è la prima casa automobilistica a raggiungere un accordo con la SEC in USA. Infatti anche Daimler ha annunciato il mese scorso di aver raggiunto un accordo negli Stati Uniti, del valore di quasi tre miliardi di dollari, per risolvere le indagini dei regolatori e le cause intentate dai proprietari di veicoli dotati di software che falsifica i risultati dei test antinquinamento dei motori diesel.

PSA e Fiat Chrysler nel frattempo sono ancora in attesa del via libera dalle autorità garanti della concorrenza per la costituzione di Stellantis, l’ente che nascerà dalla loro prevista fusione. I produttori hanno appena svelato i nomi degli 11 membri del consiglio di amministrazione di Stellantis.

Come previsto, il gruppo sarà presieduto da John Elkann, presidente di FCA, mentre Carlos Tavares, attuale capo di PSA e futuro CEO del gruppo, sarà il nuovo amministratore delegato.