Fertility Day: ecco quanto ci è costata la campagna del Ministero

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Fertility Day: ecco quanto ci è costata la campagna del Ministero

Fertility Day, tra polemiche e sfottò: quanto è costata la campagna pubblicitaria del Ministero della Salute?

Fertility Day: quanto ci è costata la campagna del Ministero? - Paradossalmente il Fertility Day ha sortito l’effetto sperato, ovvero quello di alimentare il dibattito su un tema serio come il crollo del tasso di natalità in Italia, di solito minimizzato e bistrattato dalla nostra opinione pubblica.

Ma per la campagna di sensibilizzazione imbastita dal Ministero della Salute non si può certo parlare di successo. Sconfessato dallo stesso Matteo Renzi - “Per fare figli non servono cartelloni pubblicitari”, ha detto il premier ai microfoni di RTL 102.5 - e divenuto oggetto di aspre polemiche e sfottò da parte di opposizioni e utenti del web, il progetto lanciato dal ministro Beatrice Lorenzin si è rivelato il più classico degli autogol sul piano comunicativo.

Nel mirino dei critici, headline come “La bellezza non ha età. La fertilità sì” (con tanto di ragazza armata di clessidra e mano sul pancino, nella parte visual), “La fertilità è un bene comune”, “Genitori giovani. Il modo migliore di essere creativi” e “La costituzione tutela la procreazione cosciente e responsabile”.

Fertility Day: ecco quanto ci è costata la campagna

Ma come nasce la campagna sul Fertility Day? E quanto è costata? Sul sito del Ministero della Salute è possibile risalire a un bando, pubblicato il 15 dicembre 2015, “per un’iniziativa di informazione e comunicazione per la promozione della cultura della fertilità nella popolazione giovanile e per la prevenzione dell’infertilità”.

Il progetto - si legge nell’avviso pubblico - “avrà la durata di dodici mesi e per la realizzazione dello stesso è prevista l’erogazione di un contributo economico di € 113.300,00”, ai quali si aggiungono i 38.500 euro assegnati alla ANCIcomunicare Srl per “il servizio di comunicazione territoriale da svolgersi in occasione del Fertility Day”.

A vincere il bando è stata l’agenzia di comunicazione Mediaticamente, ideatrice anche del Fertility Game, gioco grazie al quale “è possibile scegliere il proprio avatar: uno spermatozoo se si decide di giocare come ragazzo, un ovulo se si sceglie di giocare come ragazza”.

“Il nome #fertilitygame, dice tutto. L’obiettivo - si legge sul sito della società - è evitare i nemici della fertilità e insegnare ai ragazzi cosa evitare per vivere in salute e fertili. Lo spermatozoo dovrà cercare di non farsi colpire da cibo spazzatura, bicchieri di birra, cocktails, virus, sigarette e tutto ciò che danneggia la fertilità. La stessa cosa per l’ovulo che dovrà anche cercare di farsi ‘raggiungere’ dagli spermatozoi”.

L’agenzia però ha rimosso dal proprio sito internet la pagina contenente il link al gioco, sparito anche dal sito ufficiale del Fertility Day.

Fertility Day: il bando per sponsorizzare una webserie

Ma le iniziative del Ministero non finiscono qui. Con un bando del 30 dicembre, Via Ribotta ha lanciato “un’iniziativa di comunicazione in materia di prevenzione dell’infertilità, da realizzarsi attraverso la produzione e la trasmissione di una webserie volta ad informare e responsabilizzare i giovani sulla propria salute riproduttiva”.

Per la realizzazione dell’iniziativa, la Direzione Generale della Comunicazione e dei Rapporti Europei e Internazionali “intende individuare uno o più soggetti interessati a sponsorizzare finanziariamente la produzione della webserie”. Il prodotto, rivolto a un target composto da coppie in età feconda e giovani, dovrà diffondere il messaggio che “Fare figli è cool”.

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