FMI, EUROPA. Questa settimana i ministri delle finanze e i banchieri centrali di tutto il mondo si incontreranno a Washington per la riunione annuale del FMI. Il punto all’ordine del giorno sarà come evitare che l’economia globale scivoli in una recessione.
L’attuale numero uno del FMI, Christine Lagarde, sembra essere disposta a correre maggiori rischi rispetto a quanto abbiano fatto i suoi predecessori- per esempio, ha già chiesto all’Europa di ricapitalizzare le banche, anche se i funzionari governativi francesi e tedeschi, preoccupati per la reazione in casa propria di fronte ad un altro piano di salvataggio, hanno seccamente rifiutato. Quali i passi che la Lagarde potrebbe scegliere di intraprendere?
- Ulteriori stimoli per offrire maggiore sicurezza
Questa misura comporterebbe un dietro-front del FMI, che ha trascorso gli ultimi periodi, forse due anni, sostenendo che per le nazioni è fondamentale ridurre il deficit, l’ obiettivo n ° 1. Tali esortazioni hanno dato un forte impulso alle misure di austerità. Le crescenti preoccupazioni circa i credit ratings, hanno portato alcune nazioni, come il Regno Unito, a ridurre drasticamente e in tutta fretta i propri budgets.
Ora però l’austerity pesa sulle prospettive di crescita. L’economia britannica si è contratta alla fine dell’anno scorso, sollevando dubbi sulla sua ripresa dalla recessione. Alcuni analisti prevedono che gli Stati Uniti, entro l’anno prossimo, potrebbero pericolosamente avvicinarsi ad una contrazione, se permetteranno i tagli fiscali esistenti e ulteriori stimoli alla fine di quest’anno. Mentre i crescenti carichi del debito sono un problema a lungo termine, la Lagarde ha già iniziato a sostenere che le nazioni hanno disperatamente bisogno di rilanciare la crescita mentre si occupano del deficit di lungo termine.
«In molti angoli» del mondo, l’austerità è stata applicata «in modo troppo duro», senza lasciare che la crescita prendesse piede, ha affermato il capo del FMI la scorsa settimana, adottando tuttavia un approccio cauto nei confronti del Regno Unito, preferendo piuttosto diluire il suo messaggio alla maniera del FMI, ovvero con la volontà di non offendere grandi azionisti.
Il problema è che gli europei sono molto divisi, e c’è una grande spaccatura negli Stati Uniti sulle misure di stimolo. Entrambe le cose mettono il FMI profondamente a disagio.
- Pressare l’ Europa per fermare l’incertezza
I mercati stanno iniziando a scommettere che i legislatori europei non saranno in grado di raccogliere la volontà necessaria per intraprendere azioni decisive, aumentando il campo d’azione del loro fondo di salvataggio o per lo meno dimostrando che i governi hanno la potenza di fuoco per preservare le loro banche dal fallimento.
Il nucleo del problema è politico e istituzionale.
L’Europa ha bisogno di creare una politica fiscale strettamente coordinata tra le nazioni, anche se gli elettori europei sono diffidenti, che vorrebbe dire qualcosa di simile a “Stati Uniti d’Europa”. Il compito della Lagarde, che gode di stima e credibilità in Europa, è predisporre un piano specifico per una unione più stretta, che lei potrebbe sostenere e far accettare agli europei, mettendone in luce i benefici.
Il FMI sta analizzando proposte per negoziare il debito europeo in un veicolo finanziario che dovrà essere sostenuto dai governi tutti insieme attraverso un fondo di salvataggio europeo, invece di costringere le nazioni in difficoltà a stare da sole con il loro debito esistente. Questo potrebbe essere un inizio.
- Convincere i BRICS ad assumere un ruolo maggiore
Le grandi economie dei paesi emergenti - Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa – sono importanti serbatoi di denaro e godono di un crescente peso politico. Naturalmente, alcuni governi europei guardano nella loro direzione per un sostegno finanziario quando le altre nazioni sembrano esitare. E ’irrealistico pensare che questi paesi salveranno l’Europa e correranno dei rischi con i soldi dei loro cittadini che altri, sul mercato, non saranno disposti a fare. Ma non è ingenuo pensare che possano diventare parte di una soluzione europea. Il premier cinese Wen Jiabao ha lasciato intendere che la Cina potrebbe aumentare gli acquisti se l’Europa, in cambio, saprà offrirle alcune “corsie preferenziali” commerciali. Cina e Brasile temono che un rallentamento globale potrebbe danneggiare le loro esportazioni mettendo ancora più pressione sulle rispettive valute.
Con i suoi 3.200 miliardi di dollari nelle riserve, la Cina «ha tasche molto più profonde del FMI», ha detto l’economista di Harvard Kenneth Rogoff, ex capo economista del FMI. «Ma è molto difficile politicamente [per il Paese] intrecciarsi» negli affari europei.
Questo perchè, in parte, i cinesi normalmente guadagnano una frazione degli stipendi degli europei ed in più perchè si chiedono perchè mai una Cina impoverita dovrebbe tirare fuori dai guai la ricca Europa. Toccherà alla Lagarde convincere i mercati emergenti che è nel loro interesse così come è loro responsabilità aiutare l’ Europa, in qualche modo.