Esperti di internazionalizzazione nel CdA: il segreto per il successo nei mercati esteri

Martino Grassi

11 Gennaio 2021 - 09:10

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Come fare per avere successo nei mercati esteri? Il segreto sta nell’avere all’interno del proprio CdA degli esperti di internazionalizzazione. Ecco perché.

Esperti di internazionalizzazione nel CdA: il segreto per il successo nei mercati esteri

Sono gli esperti di internazionalizzazione il segreto per avere successo nei mercati esteri. All’interno di un contesto economico caratterizzato dalla stagnazione, avere all’interno del board una figura in grado di gestire la complessità dell’internazionalizzazione aziendale, che conosca i mercati, ma soprattutto che sappia orientare le scelte dei CdA, può fare la differenza.

Ne è certo Carlo Russo, fondatore e CEO di Affariesteri.it, azienda leader nel campo dell’internazionalizzazione attiva soprattutto nei paesi del Golfo e dell’ex Unione Sovietica, nei Balcani, in Spagna e Francia, e vincitore del premio Le Fonti Awards 2020 per la “Miglior strategia di Internazionalizzazione all’interno del CdA”.

L’importanza dell’esperto di internazionalizzazione nel CdA

L’ingresso nei mercati esteri è una delle decisioni più difficili che un’impresa italiana, che sia di grandi dimensioni o una PMI, possa prendere nel corso della sua evoluzione. Questa procedura infatti richiede una valutazione attenta e precisa di diversi aspetti che spaziano da quelli giuridici a quelli fiscali.

Nello studio delle nuove iniziative imprenditoriali rivolte ai mercati esteri è necessario redigere un business plan completo, che prenda in considerazione gli aspetti strategici, finanziari ed economici del nuovo mercato di riferimento. Per non pregiudicare la buona riuscita di questa fase, e il conseguente raggiungimento degli obiettivi, è necessario che nella cabina di pilotaggio sia presente anche una persona dotata di conoscenze e competenze adeguate per il raggiungimento dei traguardi prefissati, ossia di un esperto di internazionalizzazione.

Ed è proprio nel Consiglio di Amministrazione che vengono decise le strategie da perseguire e in cui vengono stabilite le linee guida da seguire all’interno del percorso di sviluppo di un’impresa. Proprio per questo motivo secondo Carlo Russo:

“In un contesto come quello attuale, fortemente segnato dalla stagnazione economica, per le aziende diventa fondamentale guardare oltre confine per espandere il proprio giro d’affari. Ma solo aprendo la governance agli esperti del settore, consentendo loro di sedere nelle stanze dei bottoni delle imprese, il processo può risultare vincente”.

Avere dei manager brillanti non è più sufficiente, dal momento che la competizione dei nostri giorni è talmente elevata che solamente un professionista del settore è in grado di apportare quel valore aggiunto che fa la differenza. “Le storie di successo di molti miei clienti dimostrano che le competenze sui mercati esteri, sulle logiche di produzione e sviluppo dei vari Paesi, insieme alla reputazione data dalla lunga esperienza nel campo dell’internazionalizzazione possono fare la differenza, creando un ponte tra l’azienda e il mercato che si vuole affrontare”, spiega ancora Russo.

Lo specialista di internazionalizzazione è dunque quella figura in grado di apportare valore all’impresa, diventando parte attiva della governance, sia delle grandi aziende ma anche delle PMI, mettendo le sue capacità al servizio dell’attività e cogliendo anche nuove opportunità commerciali.

Gli strumenti per espandersi nei mercati esteri

Per avviare un processo di internazionalizzazione è necessario avere nella governance aziendale delle figure esperte di questo settore, evitando quindi che i CdA prendano delle decisioni importanti relative allo sviluppo estero o alle strategie di internazionalizzazione senza avere le adeguate competenze e conoscenze per farlo, e quindi senza riuscire ad espandersi e orientare le proprie scelte ai mercati più adatti. Per avere successo nei mercati esteri infatti c’è bisogno della competenza di specialisti di internazionalizzazione in grado di definire la scelta del target e vagliare le varie possibilità con le adeguate abilità, durante la fase di piano industriale e di piano strategico.

Dopo un anno segnato dalla pandemia causata dal Sars-CoV-2 il processo di espansione verso i mercati esteri appare una scelta ancora più importante, sfruttando quella “voglia di Italia che da sempre ritroviamo in tutto il mondo”, continua ancora Carlo Russo, ma affinché vada a buon fine è necessario che le aziende, ed anche le PMI, si dotino degli strumenti per affrontare questa sfida.

Infatti sebbene il periodo abbia visto un’inflessione di quasi tutti i mercati, conclude Russo, “la ricerca della qualità e del lavoro italiano è persino aumentata: pensiamo anche solo al settore food, alle aziende vinicole, al design, alla moda. Ma non solo, anche al settore dell’oil and gas e alla tecnologia. Sprecare questo momento storico è qualcosa che le aziende non possono assolutamente permettersi.

In collaborazione con Affariesteri.it

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