Elezioni amministrative Roma 2021: data, candidati e sondaggi

Alessandro Cipolla

19 Aprile 2021 - 16:20

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Chi sarà il nuovo sindaco di Roma? La possibile data delle elzioni amministrative dopo lo slittamento, chi sono i candidati in corsa e cosa dicono i sondaggi in merito al voto.

Elezioni amministrative Roma 2021: data, candidati e sondaggi

Sono iniziate da tempo le grandi manovre in vista delle elezioni amministrative a Roma, ora posticipate a ottobre a causa del Covid. Un appuntamento questo capitolino che sta agitando le varie forze politiche, specie dopo la fine del Conte-bis e la nascita del governo Draghi.

Da tempo i sondaggi stanno provando a ipotizzare chi potrebbe essere il nuovo sindaco di Roma, ma al momento a fronte di una caotica ridda di voci le certezze sui candidati sembrerebbero essere molto poche.

Virginia Raggi, dopo il via libera da parte di Rousseau a una modifica del regolamento interno e l’assoluzione sulla vicenda-Marra, salvo sorprese dovrebbe guidare ancora il Movimento 5 Stelle alla ricerca di un secondo mandato.

Resta da capire quali saranno i rapporti tra i pentastellati e il Partito Democratico. C’è chi parla di una possibile intesa tra i giallorossi, che può arrivare soltanto in caso di un passo indietro di Virginia Raggi, ma alla fine i dem potrebbero puntare su Roberto Gualitieri che però dovrà passare per le primarie. In ballo poi c’è sempre la candidatura di Carlo Calenda, che a questo punto dovrebbe correre staccato dal centrosinistra.

Chi da tempo nella capitale è in campagna elettorale è Matteo Salvini, con il centrodestra alla fine potrebbe puntare sul manager Andrea Abodi o su Guido Bertolaso, mentre anche Vittorio Sgarbi dovrebbe essere della partita ma per conto proprio.

Non mancheranno comunque anche diversi candidati indipendenti in queste elezioni amministrative a Roma, che potrebbero avere un loro peso nello scontato ballottaggio per eleggere il prossimo sindaco.

Elezioni amministrative Roma 2021: la data

Non si terranno nella tarda primavera del 2021 le elezioni amministrative a Roma, visto che il Consiglio dei Ministri ha ufficializzato una slittamento a causa del persistere dell’emergenza Covid.

Il CdM così ha deciso che le urne per le elezioni amministrative si apriranno in una data compresa tra il 15 settembre e il 15 ottobre, con la doppia data più probabile che è quella del 10 e 11 ottobre mentre gli eventuali ballottaggi si terranno poi dopo due settimane.

A questo punto appare scontato che, come lo scorso anno, anche nel 2021 ci sarà una sorta di election day con il primo turno delle amministrative accorpato alle regionali in Calabria e alle elezioni suppletive.


Queste amministrative si annunciano essere come un appuntamento molto delicato, visto che si voterà anche in città come Milano, Torino, Napoli e Bologna. Nel Lazio, sarà invece Latina l’altro comune capoluogo chiamato al voto.

La legge elettorale

Fatta eccezione per le regioni a statuto speciale dove possono esserci dei cambiamenti, la legge elettorale delle elezioni amministrative in Italia è di tipo stampo maggioritario per quanto riguarda l’elezione del sindaco, mentre la ripartizione dei consiglieri avviene in maniera proporzionale.

Essendo Roma un Comune con più di 15.000 abitanti, se nessun candidato al primo turno dovesse ottenere la maggioranza assoluta allora si procederà a un ballottaggio tra i due più votati. Nel caso si dovesse verificare una perfetta parità nel testa a testa, sarà eletto sindaco il candidato più anziano.

Per garantire la formazione di una maggioranza solida e di conseguenza una sostanziale governabilità, alle liste collegate al candidato sindaco risultato vincitore verrà attribuito il 60% dei seggi. I restanti posti nel Consiglio verranno poi assegnati alle altre liste in maniera proporzionale attraverso il “metodo D’Hondt”.

Alla divisione dei seggi, si andranno a eleggere nel totale 48 consiglieri escluso il sindaco, saranno ammesse tutte le liste e i gruppi di liste di candidati che avranno superato la soglia di sbarramento del 3% dei voti validi.

Per quanto riguarda le modalità di voto, nei comuni con più di 15.000 abitanti è ammesso il voto disgiunto, con l’elettore che potrà esprimere fino a due preferenze mantenendo però la parità di genere (un uomo e una donna).

I candidati

Nonostante le tante voci degli ultimi tempi, al momento per quanto riguarda queste elezioni amministrative a Roma sono poche le certezze per quanto riguarda i candidati, a iniziare dal destino dell’attuale sindaca.

Virginia Raggi infatti dopo aver sempre fatto intendere che la sua esperienza si sarebbe conclusa al termine di questa legislatura, adesso sembrerebbe essere pronta a correre per un secondo mandato.

Il Movimento 5 Stelle senza dubbio le è venuto incontro, con l’approvazione via Rousseau di una delega per un possibile terzo mandato visto che la Raggi, così come la Appendino a Torino che comunque non si ripresenterà, ha alle spalle già pure una legislatura come consigliera comunale.

Non mancano però le ipotesi di un patto con il Partito Democratico, che però difficilmente almeno al primo turno potrà sostenere direttamente l’attuale prima cittadina.

La strada per i dem non dovrebbe però essere quella delle primarie che potrebbero tenersi il prossimo 20 giugno: in campo ci dovrebbero essere Roberto Gualtieri, Giovanni Caudo, Paolo Ciani e Tobia Zevi.

A questo punto sembrerebbe essere tramontata l’ipotesi di un appoggio del centrosinistra a Carlo Calenda, che ha deciso da tempo di candidarsi e che può contare sul sostegno di Italia Viva.

Si inizia a delineare la situazione a sinistra, dove Rifondazione Comunista è pronta a sostenere Paolo Berdini, con l’ex assessore all’Urbanistica che potrebbe avere l’appoggio anche di Potere al Popolo e di una lista civica.

Nel centrodestra Matteo Salvini vorrebbe issare la propria bandiera sul Campidoglio, anche se l’ultimo vertice del centrodestra ha stabilito che il candidato della coalizione sarà un civico.

Di recente Silvio Berlusconi ha lanciato di nuovo Guido Bertolaso, che nel 2016 è stato a lungo candidato in pectore degli azzurri prima della virata su Alfio Marchini.

L’ex capo della Protezione Civile avrebbe il gradimento di Matteo Salvini ma non di Giorgia Meloni: con la candidatura di Andrea Abodi che avrebbe perso quota, il nome nuovo è quello del giudice Simonetta Matone.

Candidature al momento indipendenti sono quelle di Andrea Bernaudo per i Liberisti Italiani e di Vittorio Sgarbi, con il critico d’arte che oltre dal suo Rinacimento è appoggiato anche dal movimento No Euro - Italia Libera.

Dovrebbe essere della partita anche Monica Lozzi, presidente del VII municipio che dopo aver detto addio al Movimento 5 Stelle adesso è pronta a correre con la lista Revoluzione Civica.

Chi invece ha già ufficializzato la sua presenza è Federico Lobuono, un giovane di soli venti anni che sarà il candidato della lista La Giovane Roma, formata interamente da ragazzi under 25.

I sondaggi

Anche se mancano ancora alcuni mesi al voto, sono già diversi i sondaggi che stanno provando a ipotizzare chi potrebbe essere il nuovo sindaco di Roma.

Sondaggio 5 marzo

L’ultimo in ordine di tempo è quello di Izi in data 5 marzo per il quotidiano Domani. Stando al sondaggio che ha ipotizzato diversi scenari per il ballottaggio, Roberto Gualtieri sarebbe vincente contro qualsiasi sfidante.


Fonte Domani

Carlo Calenda invece vincerebbe contro Virginia Raggi, con la sindaca favorita in caso di un testa a testa con Andrea Abodi che, in qualsiasi degli scenari presi in considerazione, uscirebbe sconfitto dal ballottaggio.

Sondaggio novembre

Sempre l’istituto Izi per Domani, aveva già in precedenza diramato un altro sondaggio a inizio novembre, ipotizzando una situazione che vedrebbe il centrosinistra così diviso in una doppia candidatura.

  • Virginia Raggi - 20,7%
  • Carlo Calenda - 20,6%
  • Guido Bertolaso - 20,0%
  • David Sassoli - 16,2%
  • Vittorio Sgarbi - 10,1%
  • Altri - 12,4%

Con questa schema dei candidati, stando alla rilevazione ci sarebbe un ballottaggio tra Carlo Calenda e Virginia Raggi, anche se il distacco con Guido Bertolaso e David Sassoli sarebbe minimo.

  • David Sassoli - 27,2%
  • Guido Bertolaso - 25,1%
  • Virginia Raggi - 23,0%
  • Vittorio Sgarbi - 11,4%
  • Non voto - 13,4%

Con il centrosinistra compatto su Sassoli, ci sarebbe un ballottaggio con Bertolaso che sarebbe davanti alla Raggi: i voti di Calenda andrebbero così soprattutto al centrosinistra ma anche al centrodestra, mentre crescerebbe pure Sgarbi.

  • Carlo Calenda - 29,9%
  • Virginia Raggi - 22,6%
  • Guido Bertolaso - 22,4%
  • Vittorio Sgarbi - 10,7%
  • Altro- 14,3%

Nel terzo scenario, con il centrosinistra unito con Calenda, l’ex ministro andrebbe al ballottaggio con la Raggi anche se Bertolaso sarebbe molto vicino alla sindaca, mentre crescerebbe la percentuale degli elettori che voterebbero per un altro candidato.

Per avere un quadro maggiormente chiaro, si dovrà aspettare però di decifrare chi saranno i vari candidati e soprattutto la composizione delle coalizioni. Al momento, l’unica cosa che appare scontata è che occorrerà un ballottaggio per eleggere il prossimo sindaco di Roma.

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