Elezioni Pistoia 2022, la guida: data, candidati e sondaggi

Alessandro Cipolla

15 Dicembre 2021 - 16:25

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La guida alle elezioni amministrative Pistoia 2022: la possibile data del voto, chi sono i candidati in corsa, la legge elettorale con cui si eleggerà il sindaco e cosa dicono i sondaggi.

Elezioni Pistoia 2022, la guida: data, candidati e sondaggi

Si scaldano i motori in vista delle elezioni amministrative Pistoia 2022 che si terranno, a meno di un nuovo slittamento a causa del Covid, in tarda primavera anche se sulla data al momento regna ancora l’incertezza.

In queste elezioni amministrative a Pistoia dovrebbe essere di nuovo in campo l’attuale sindaco Alessandro Tamasi ma il primo cittadino, nonostante il sostegno di tutto il centrodestra, ancora non ha ufficializzato la sua ricandidatura.

Tutto da decidere anche nel centrosinistra dove il Partito Democratico sembrerebbe essere intenzionato a scegliere il proprio candidato tramite le primarie. Resta però da capire chi farà parte della coalizione.

In attesa che da parte dei vari istituti di indagine vengano realizzati dei sondaggi ufficiali, appare probabile che alla fine servirà di nuovo un ballottaggio per eleggere quello che sarà il prossimo sindaco di Pistoia.

ELEZIONI PISTOIA 2022: LA GUIDA

Elezioni amministrative Pistoia 2022: la data

Nel 2017 le elezioni amministrative a Pistoia si sono tenute domenica 11 giugno. In teoria anche nel 2022 si dovrebbe votare nella tarda primavera, ma per la data tutto dipenderà da quella che sarà la situazione Covid in Italia.

Per esigenze sanitarie dovrebbe essere confermata la doppia giornata di voto (domenica dalle 07.00 alle 23.000 e lunedì dalle 07.00 alle 15.00), mentre appare scontato un eventuale accorpamento con i possibili referendum in programma.

In queste elezioni amministrative in totale si voterà in circa mille Comuni, tra cui anche quattro capoluoghi di regione: Genova, Palermo, Catanzaro e L’Aquila. In Toscana sarà Lucca l’altro comune capoluogo al voto.

La legge elettorale

Fatta eccezione per le regioni a statuto speciale dove possono esserci dei cambiamenti, la legge elettorale delle elezioni amministrative in Italia è di stampo maggioritario per quanto riguarda l’elezione del sindaco, mentre la ripartizione dei consiglieri avviene in maniera proporzionale.

Essendo Pistoia un Comune con più di 15.000 abitanti, se nessun candidato al primo turno dovesse ottenere la maggioranza assoluta allora si procederà a un ballottaggio tra i due più votati. Nel caso si dovesse verificare una perfetta parità nel testa a testa, sarà eletto sindaco il candidato più anziano.

Per garantire la formazione di una maggioranza solida e di conseguenza una sostanziale governabilità, alle liste collegate al candidato sindaco risultato vincitore verrà attribuito il 60% dei seggi. I restanti posti nel Consiglio verranno poi assegnati alle altre liste in maniera proporzionale attraverso il “metodo D’Hondt”.

Alla divisione dei seggi, si andranno a eleggere nel totale 36 consiglieri escluso il sindaco, saranno ammesse tutte le liste e i gruppi di liste di candidati che avranno superato la soglia di sbarramento del 3% dei voti validi.

Per quanto riguarda le modalità di voto, nei comuni con più di 15.000 abitanti è ammesso il voto disgiunto, con l’elettore che potrà esprimere fino a due preferenze mantenendo però la parità di genere (un uomo e una donna).

I candidati

Pistoia è storicamente una città che ha sempre votato a sinistra ma alle elezioni amministrative del 2017, per la prima volta dal dopoguerra, è stato eletto un sindaco di centrodestra.

Il merito è stato tutto di Alessandro Tamasi che al ballottaggio è riuscito a battere il sindaco uscente di centrosinistra Samuele Bertinelli. In vista del voto del 2022 ancora però non ci sono conferme su una ricandidatura dell’attuale primo cittadino di Fratelli d’Italia.

Mentre solitamente è il candidato che spera nel sostegno dei partiti, nel caso di Tamasi invece paradossalmente è il contrario: tutte le forze di centrodestra gli hanno riconfermato la fiducia, ma lui ancora non ha sciolto le riserve.

Situazione tutta da definire anche nel centrosinistra. A inizio novembre Movimento 5 Stelle, Possibile, Sinistra Civica Ecologista e Verdi, hanno firmato un documento per dare vita a quello che è stato denominato Fronte Progressista.

C’è da capire ora cosa vuol fare il Partito Democratico: i dem sarebbero per scegliere il candidato sindaco tramite le primarie, ma prima si dovrà fare chiarezza sulla coalizione visto che i dem dovranno scegliere tra l’alleanza con il Fronte Progressista e quella con i moderati di Azione e Italia Viva.

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