Elezioni amministrative Napoli 2021: data, candidati e sondaggi

Il 2021 sarà l’anno delle elezioni amministrative a Napoli: la possibile data, chi sono i candidati in corsa e cosa dicono i sondaggi in merito a un voto che si annuncia essere molto equilibrato e incerto.

Elezioni amministrative Napoli 2021: data, candidati e sondaggi

Sono in corso le solite grandi manovre in vista delle elezioni amministrative a Napoli, che a meno di uno slittamento dovuto all’emergenza coronavirus da calendario si dovrebbero tenere nella tarda primavera 2021.

Dopo due mandati non si potrà presentare di nuovo l’attuale sindaco Luigi De Magistris, che ha già comunque designato la sua possibile erede indicando l’assessore Alessandra Clemente come la candidata di DemA.

Rebus primarie invece per il Partito Democratico, anche se sarebbe fitto il dialogo con il Movimento 5 Stelle dopo i buoni risultati ai ballottaggi delle ultime amministrative dove i giallorossi hanno vinto a Pomigliano d’Arco e Giuliano.

Ancora in alto mare il discorso pure nel centrodestra, con il recente vertice tra i leader della coalizione che ha stabilito come, a differenza del passato, per questa tornata delle amministrative ci si affiderà a un candidato civico e non politico.

In attesa dei sondaggi ufficiali, appare probabile la presenza di molti candidati in queste elezioni amministrative a Napoli, una frammentazione che potrebbe rendere inevitabile un ballottaggio per determinare chi sarà il prossimo sindaco.

ELEZIONI NAPOLI 2021

Elezioni amministrative Napoli 2021: la data

Le elezioni amministrative a Napoli si dovrebbero tenere nella tarda primavera del 2021. Mai come in questo caso il condizionale è d’obbligo per la data, vista la gravosa incognita a riguardo rappresentata dal coronavirus.

La tornata 2020 delle comunali infatti si è svolta nella inedita data del 20 e 21 settembre insieme alle regionali e al referendum, dopo che tutte queste votazioni erano state rimandate a causa della crisi sanitaria.

A meno di un peggioramento dell’emergenza Covid e di un nuovo lockdown, le urne a Napoli per le amministrative si apriranno tra la fine di maggio e l’inizio giugno, con l’eventuale ballottaggio in programma dopo due settimane.

Queste amministrative si annunciano essere come un appuntamento molto delicato, visto che si voterà anche in città come Milano, Roma, Torino e Bologna. In Campania, per le comunali si voterà anche a Salerno, Benevento e Caserta.

La legge elettorale

Fatta eccezione per le regioni a statuto speciale dove possono esserci dei cambiamenti, la legge elettorale delle elezioni amministrative in Italia è di tipo stampo maggioritario per quanto riguarda l’elezione del sindaco, mentre la ripartizione dei consiglieri avviene in maniera proporzionale.

Essendo Napoli un Comune con più di 15.000 abitanti, se nessun candidato al primo turno dovesse ottenere la maggioranza assoluta allora si procederà a un ballottaggio tra i due più votati. Nel caso si dovesse verificare una perfetta parità nel testa a testa, sarà eletto sindaco il candidato più anziano.

Per garantire la formazione di una maggioranza solida e di conseguenza una sostanziale governabilità, alle liste collegate al candidato sindaco risultato vincitore verrà attribuito il 60% dei seggi. I restanti posti nel Consiglio verranno poi assegnati alle altre liste in maniera proporzionale attraverso il “metodo D’Hondt”.

Alla divisione dei seggi, si andranno a eleggere nel totale 40 consiglieri escluso il sindaco, saranno ammesse tutte le liste e i gruppi di liste di candidati che avranno superato la soglia di sbarramento del 3% dei voti validi.

Per quanto riguarda le modalità di voto, nei comuni con più di 15.000 abitanti è ammesso il voto disgiunto, con l’elettore che potrà esprimere fino a due preferenze mantenendo però la parità di genere (un uomo e una donna).

I candidati

Giunto ormai quasi alla scadenza del suo seconda mandato, Luigi De Magistris non ha voluto perdere tempo indicando Alessandra Clemente, attuale assessore ai Giovani, come la candidata di DemA.

La mossa del sindaco però non è piaciuta molto ai possibili alleati, che si aspettavano un maggiore coinvolgimento nella scelta del candidato, tanto che al momento non appare chiaro quale coalizione potrà appoggiare la Clemente.

Il Partito Democratico cittadino appare intenzionato a non ricorrere alle primarie, anche per una questione sanitaria, dialogando con il Movimento 5 Stelle dopo i buoni risultati ottenuti a Pomigliano d’Arco e Giuliano.

Per un possibile simposio giallorosso si erano fatti anche nome di primo piano come queli di Enzo Amendola e Gaetano Manfredi, ma entrambi i ministri si sono sfilati dalla competizione elettorale che interesserà Napoli.

Di certo c’è che un patto PD-5 Stelle non vedrebbe la presenza di Italia Viva e dei centristi, che a quel punto potrebbero correre per conto proprio forti delle buone percentuali ottenute dalle loro liste alle ultime regionali.

Nel centrodestra il Popolo della Famiglia ha chiesto che il candidato venga scelto tramite le primarie, ma dall’ultimo vertice di coalizione è uscita fuori la chiara indicazione di cercare candidati civici e di spessore da presentare alle amministrative.

I sondaggi

In attesa che vengano effettuati dei sondaggi ufficiali da parte dei vari istituti di ricerca, ci si può fare un’idea su queste elezioni amministrative a Napoli vedendo come si è votato di recente nel capoluogo campano.

Nel 2016 Luigi De Magistris alla guida della sua coalizione indipendente di sinistra è riuscito, al ballottaggio dopo essere stato con il 42% il più votato al primo turno, a ottenere un secondo mandato.

Alle politiche del 2018 invece era stato il Movimento 5 Stelle a fare il pieno di voti, mentre alle recenti regionali il centrosinistra è arrivato al 66% con la lista del Partito Democratico che è stata la più votata con il 16%.

Le elezioni amministrative sono però da sempre un discorso a parte. Se guardiamo le ultime regionali, l’insieme delle liste moderate e centriste a sostegno di De Luca sono andate ben oltre la doppia cifra.

Bisognerà aspettare di capire quali saranno i candidati e gli schieramenti in campo prima di poter fare delle previsioni, con un ballottaggio che comunque appare scontato specie in caso di una frammentazione degli schieramenti.

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