Elezioni Roma 2016: chi sono gli outsider candidati a sindaco?

Adele Restivo

4 Maggio 2016 - 16:47

Elezioni Roma 2016: Marchini, Meloni, Raggi, Giachetti, ma non solo. Chi sono i candidati “outsider” che puntano alla poltrona di sindaco di Roma alle elezioni del prossimo 5 giugno?

Elezioni Roma 2016: chi sono gli outsider candidati a sindaco?

Elezioni Roma 2016: oltre alle candidature di spicco, Virginia Raggi (M5S), Roberto Giachetti (PD), Alfio Marchini (Lista Marchini, Ncd e Forza Italia) e Giorgia Meloni, (Fdi), espressione delle principali forze politiche, nella corsa a nuovo sindaco di Roma nelle elezioni del prossimo 5 giugno, parteciperanno anche candidati “outsider”.

Oltre ai nomi dei big, sostenuti dai principali partiti, in ogni competizione elettorale che si rispetti, specialmente a livello comunale o regionale, si ritrovano spesso candidature che nascono all’improvviso, da parte di esponenti della società civile o provenienti dal mondo delle associazioni.

Si tratta di candidature “spot”, di scopo, cioè finalizzate, se non alla vittoria, a porre l’accento su alcuni temi particolari. Ad esempio nel 2008 il giornalista Giuliano Ferrara si presentò alle elezioni politiche con la lista “Aborto no grazie”.

Elezioni Roma 2016: i candidati outsider a sindaco di Roma

Chi sono dunque i candidati outsider a sindaco di Roma?

Carlo Rienzi. Avvocato, 70 anni, originario di Salerno, è lo storico presidente dell’associazione dei consumatori Codacons. Rienzi ha annunciato ufficialmente la sua candidatura a sindaco di Roma a marzo:

“Se si vuole cambiare la città, occorre cambiare prima di tutto i cittadini. Accanto ai problemi noti della corruzione, del malaffare, e di tutto ciò che non funziona a livello amministrativo, politico e gestionale nella Capitale si pongono i comportamenti sbagliati degli stessi abitanti, abitudini che contribuiscono a rovinare il decoro della città e alimentare disagi e disservizi”.

Rienzi pensa a telecamere intelligenti che multeranno i trasgressori in doppia fila, ingresso al centro storico con pedaggio, trasporto pubblico gratuito tra le ore 8 e le ore 9 e dalle 17 alle 18 per invogliare i cittadini ad utilizzare bus e metro, potenziati grazie agli introiti delle multe e ai pedaggi di ingresso in città.

Mario Adinolfi. Giornalista, 45 anni, romano, sarà sostenuto nella corsa al Campidoglio dal suo “Popolo della Famiglia” lanciato in occasione del Family Day lo scorso gennaio. Da sempre Adinolfi contesta quelli che definisce i «falsi miti del progresso», schierandosi contro l’aborto, l’eutanasia, il matrimonio omosessuale, le teorie del gender, l’utero in affitto e invitando la sinistra a stare dalla parte dei più deboli: il bambino non ancora nato, l’anziano e il malato grave. Nel 2014 fonda il quotidiano «La Croce», di cui è direttore responsabile, che viene pubblicato sul web e distribuito in edicola dal 13 gennaio 2015 al 16 maggio 2015.

Adinolfi si candida a sindaco di Roma con lo slogan

“Prima la famiglia, perché le esigenze a cui bisogna dare ascolto sono prima di tutto quelle delle mamme e dei papà che fanno fatica a crescere figli in una città che condanna alla marginalizzazione chi sceglie la dimensione familiare rispetto a quella dell’individualismo spinto”.

Stefano Fassina. Economista, è di Roma, ha 50 anni ed è il candidato a sindaco di Roma sostenuto da Sinistra Italiana e da altre formazioni di sinistra radicale con lo slogan #LameglioRoma. Deputato del PD, con l’arrivo di Renzi a Palazzo Chigi, Fassina segna la distanza dal partito e aderisce a Sel. Fassina sa bene che la spaccatura a sinistra e la candidatura di Roberto Giachetti non possono certo favorirlo e che la strada verso il ballottaggio è in salita, ma ha già in mente nomi per la sua giunta:

“Se fossi eletto sindaco proverei a coinvolgere personalità di grande autorevolezza indipendentemente dalla loro scelta elettorale. Chiederei di mettersi al servizio della città a Vincenzo Visco per l’assessorato al Bilancio e Massimo Bray per quello alla Cultura, insieme a Dario Vassallo come vicesindaco e Guendalina Salimei all’urbanistica".

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