Efficienza giustizia: Italia tra gli ultimi in Europa

Secondo l’Ufficio statistico del Ministero della Giustizia, l’Italia è al trentacinquesimo posto in Europa per efficienza del sistema giudiziario. Ecco la classifica e gli indicatori.

Efficienza giustizia: Italia tra gli ultimi in Europa

L’Ufficio statistico del Ministero della Giustizia ha stilato una classifica europea dei Paesi con la migliore efficienza del sistema giudiziario. Ebbene, i dati non sono affatto confortanti: su 42 Stati presi in considerazione, l’italia si classifica solamente al trentacinquesimo posto.

Primi in classifica i Paesi scandinavi, dove l’efficienza del sistema giudiziario raggiunge i massimi livelli. Buoni anche i risultati di Portogallo, Francia e Germania. Invece tra gli ultimi in classifica, insieme all’Italia, ci sono anche la Polonia la Turchia e la Spagna, fanalino di coda.

La valutazione dell’Ufficio statistico tiene conto di molteplici indicatori - fissati dal Consiglio d’Europa e dalla Banca mondiale - come l’ammontare della spesa pubblica in materia di giustizia, il fondo per il patrocinio gratuito, il numero dei magistrati e degli avvocati e l’efficienza dei sistemi di risoluzione alternativa delle controversie, come la mediazione. Sotto osservazione sia il processo penale che quello civile.

Efficienza del sistema giudiziario: la classifica

L’Ufficio statistico del Ministero della Giustizia ha stilato una classifica con oggetto il grado di efficienza del sistema giudiziario in Europa. Anche quest’anno non ci sono sorprese perché l’Italia, come consueto, è tra le ultime posizioni.

Per essere più precisi, su 42 Paesi presi in considerazione, l’Italia è al trentacinquesimo posto per efficienza del sistema giudiziario. Dunque, come evidente, per raggiungere gli standard europei, bisogna rimboccarsi le maniche ed eliminare l’ipertrofia nella quale versano sia i conflitti civili che penali.

I primi posti della classifica sono occupati dai Paesi scandinavi, infatti la Danimarca è prima e la Finlandia terza; sorprende il Portogallo, che si piazza al secondo posto. Buono anche il risultato della Francia, che ottiene l’ottava posizione, mentre la Germania è tredicesima.

Molto male per l’Italia: il nostro sistema giudiziario è meno efficiente anche di quello della Grecia, che è trentunesima. Peggio di noi la Polonia (quarantesima), la Turchia (quarantunesima) e la Spagna, ultima della classifica per efficienza della giustizia.

Il Regno Unito, invece, non è stato preso in considerazione, a causa della peculiarità del suo sistema giudiziario, che costituisce un unicum in Europa.

Gli indicatori

Lo studio effettuato dall’Ufficio statistico del Ministero della Giustizia si basa su molteplici indicatori ed ha come parametro di riferimento il Rapporto del Doing Business della Banca mondiale ed il Rapporto dell’European judicial system, realizzato da una commissione specializzata del Consiglio d’Europa.

La Banca mondiale analizza l’efficienza dei sistemi organizzativi giudiziari in correlazione con la capacità di sviluppo e la potenza economica di un Paese, nonché alla capacità di attrarre gli investitori privati. Tra gli indicatori utilizzati troviamo la durata delle controversie, il numero delle procedure attive ed le spese di giustizia.

Lo studio del Consiglio d’Europa, invece, investe sia la rapidità del sistema giudiziario che la sua equità, ed infatti utilizza una più vasta gamma di indicatori: il numero di avvocati e magistrati in proporzione agli abitanti del Paese; il flusso dei procedimenti trattati; il tasso di litigiosità e criminalità; la spesa pubblica in materia di giustizia; il fondo per il gratuito patrocinio; l’efficienza dei sistemi alternativi di risoluzione delle controversie (la mediazione, la negoziazione e l’arbitrato).

Il Ministero della Giustizia italiano, a sua volta, ha elaborato un maxi-indicatore che sintetizza quelli presenti nel Rapporto della Banca mondiale ed in quello del Consiglio d’Europa. Questo indicatore rappresenta la media aritmetica dei punteggi ottenuti dai diversi sistemi giudiziari nei 14 indicatori selezionati dal Consiglio d’Europa e dalla Banca mondiale.

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