Finanziamenti per ricerca e progetti sull’economia circolare

26 giugno 2020 - 10:51 |

Le aziende che riconvertono i processi produttivi verso modelli di economia circolare risparmiano e fanno bene all’ambiente. Per questo lo Stato eroga 150 milioni di euro a favore di chi investe in ricerca e progetti di questo tipo. Come funzionano le agevolazioni.

Finanziamenti per ricerca e progetti sull'economia circolare

L’economia circolare è un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile.

In questo modo si estende il ciclo di vita dei prodotti, contribuendo a ridurre i rifiuti al minimo. Una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è composto vengono infatti reintrodotti, laddove possibile, nel ciclo economico. Così si possono continuamente riutilizzare all’interno del ciclo produttivo generando ulteriore valore.

I principi dell’economia circolare contrastano con il tradizionale modello economico lineare, fondato invece sul tipico modello “estrarre, produrre, utilizzare e gettare”. Il modello economico tradizionale dipende dalla disponibilità di grandi quantità di materiali ed energia facilmente reperibili e a basso prezzo.

150 milioni in Italia a sostegno dell’economia circolare

Il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha firmato il decreto attuativo da 150 milioni di euro per accedere alle agevolazioni per progetti di ricerca e sviluppo per la riconversione dei processi produttivi nell’ambito dell’economia circolare.

Il decreto è in corso di registrazione presso la Corte dei Conti e stabilisce le condizioni e le procedure per la concessione e l’erogazione delle agevolazioni. Successivamente alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale verranno resi noti i termini per la presentazione delle domande.

L’obiettivo delle agevolazioni è quello di favorire la transizione delle attività economiche verso un modello di economia circolare, finalizzata alla riconversione produttiva del tessuto industriale. Le agevolazioni sono rivolte ai centri di ricerca e alle aziende iscritte al Registro delle imprese, che non sono sottoposte a procedura concorsuale e non si trovano in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente.

I beneficiari possono presentare progetti anche congiuntamente tra loro, previa indicazione del soggetto capofila. In caso di progetti congiunti devono essere realizzati mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete o ad altre forme contrattuali di collaborazione, quali, ad esempio, il consorzio e l’accordo di partenariato.

Per l’accesso a tale progettualità risulta particolarmente importante prevedere attività di ricerca e sviluppo, strettamente connesse tra di loro in relazione all’obiettivo previsto dal progetto, finalizzate alla riconversione produttiva delle attività economiche attraverso la realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali Key Enabling Technologies (KETs).

Una progettazione e sperimentazione prototipale di modelli tecnologici integrati finalizzati al rafforzamento dei percorsi di simbiosi industriale attraverso, ad esempio, la definizione di un approccio pragmatico alla riduzione, riciclo e riuso degli scarti alimentari, allo sviluppo di sistemi di ciclo integrato delle acque e al riciclo delle materie prime.

Le risorse complessivamente a disposizione ammontano a 150 milioni di euro a valere sulle disponibilità per il 2020 del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese gli investimenti in ricerca (FRI).

È possibile inoltre attivare co-finanziamenti da parte delle Regioni e Province autonome come stabilito in sede di Conferenza unificata. Il sostegno è concesso sotto forma di finanziamento agevolato entro il 50% dei costi ammissibili, e sotto forma di contributo diretto alla spesa fino al 20% delle spese ammissibili.

I vantaggi per imprese e consumatori

Ricordiamo che grazie a misure come prevenzione dei rifiuti, ecodesign e riutilizzo dei materiali, le imprese europee otterrebbero un risparmio netto di 600 miliardi di euro, pari all’8% del fatturato annuo, e ridurrebbero nel contempo le emissioni totali annue di gas serra del 2-4%.

Con l’economia circolare i consumatori potrebbero avere prodotti più durevoli e innovativi in grado di far risparmiare e migliorare la qualità della vita. Ad esempio, ricondizionare i veicoli commerciali leggeri anziché riciclarli potrebbe portare a un risparmio di materiale per 6,4 miliardi di euro all’anno (circa il 15% della spesa per materiali) e 140 milioni di euro in costi energetici, con una riduzione delle emissioni di gas serra pari a 6,3 milioni di tonnellate.

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