Economia Italia: Bankitalia, Pil potrebbe essere cresciuto nel primo trimestre

Dalle ultime indicazioni, il Prodotto interno lordo italiano potrebbe essere cresciuto nel primo trimestre. Lo ha detto Eugenio Gaiotti, Capo del Dipartimento economia e statistica di della Banca d’Italia, nel corso di un’audizione.

Economia Italia: Bankitalia, Pil potrebbe essere cresciuto nel primo trimestre

Nel corso dei primi tre mesi del 2019 il Prodotto interno lordo potrebbe essere tornato a crescere. Parola di Eugenio Gaiotti, Capo del Dipartimento economia e statistica della Banca d’Italia.

’’Nel nostro Paese le informazioni più recenti danno qualche segnale favorevole sulla crescita nel primo trimestre, che potrebbe essere tornata positiva’’, ha rilevato Gaiotti.

«Lo scenario macroeconomico presentato nel Def tiene conto in modo realistico della congiuntura ed è complessivamente condivisibile» , ha detto il funzionario nel corso di un’audizione sui nuovi obiettivi di crescita, deficit e debito italiani.

Nel Documento economico e finanziario, per il 2019 l’esecutivo giallo-verde stima un incremento del Pil dello 0,2%.

Bankitalia: indicatori deboli, numerose sfide

Nonostante il possibile segno più per l’economia, “molti indicatori restano deboli«e persistono timori “legati all’orientamento protezionistico delle politiche commerciali, a un rallentamento dell’economia cinese e alle valutazioni delle imprese sulle condizioni per investire».

Incrementi di spesa e la riforma del sistema tributario rappresentano misure che, “se non compensate da razionalizzazioni di altri programmi di spesa e da effettivi risultati nel contrasto all’evasione, sono destinate a portare ad aumenti del disavanzo”.

Bankitalia: no ad indebitamento per finanziare riforma fiscale

Si tratta di un andamento “non compatibile con l’avvio di un credibile percorso di riduzione duratura del peso del debito". “È condivisibile l’intenzione di non ricorrere ad ulteriore indebitamento per approvare la riforma fiscale”.

Senza gli aumenti automatici dell’Iva, ha concluso Gaiotti, «il disavanzo si collocherà meccanicamente al 3,4% del Prodotto nel 2020, al 3,3% nel 2021 e al 3% nel 2022».

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