Alla fine Eurogruppo ed Ecofin si chiudono praticamente con un nulla di fatto, rimandando l’unica decisione importante, ovvero la politica comune sul fondo salva stati, a data da destinarsi.
Anzi, le cose sono andate anche peggio, dato che la crepa tra i paesi «virtuosi» e quelli in difficoltà si fa sempre più vistosa e l’immobilismo di questi giorni è solo la minore e meno preoccupante delle conseguenze.
Ciò che davvero preoccupa è cosa potrebbe succedere se la pressione sui paesi UE in difficoltà dovesse aumentare nuovamente con l’ovvio corrollario di attacchi speculativi: a quel punto chi prenderebbe le decisioni, e in quale senso?
Nel frattempo l’Euro ha iniziato comuqnue bene la settimana soprattutto grazie ai buoni dati economici provenienti dalla Germania: l’indice ZEW è andato molto meglio delle attese.
Dall’altra parte della manica sono giunte notizie poco edificanti su un altro di quei temi che rischiano di diventare un tormentone nel 2011: l’inflazione.
Con un’economia che stenta a riprendersi a ritmi elevati l’andamento inflattivo potrebbe rendere davvero molto difficile mantenere equilibri sostenibili nei paesi occidentali.
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