Addio a Philippe Daverio: vita e frasi celebri del noto storico dell’arte

Addio a Philippe Daverio, storico dell’arte e divulgatore, noto per le sue trasmissioni di approfondimento. Aveva 71 anni e da tempo era malato di tumore.

Addio a Philippe Daverio: vita e frasi celebri del noto storico dell'arte

È morto Philippe Daverio, all’età di 71 anni si è spento, presso l’istituto dei Tumori di Milano, lo storico d’arte. Docente, saggista e noto divulgatore, si è spento nella notte.
Dopo gli studi in collegio Daverio si iscrisse alla facoltà di Economia e Commercio presso la Bocconi di Milano. Non conseguì mai la laurea, dal momento che, sebbene avesse completato gli esami, non scrisse mai la tesi finale.

Nel 1975 aprì la galleria a Milano «Galleria Philippe Daverio», dove si occupava principalmente di avanguardie. Nel 1986 aprì una seconda galleria a New York. Nella sua carriera allestì molte mostre e scrisse moltissimi libri.
Divenne noto al grande pubblico dal 1999 quando prese parte alla trasmissione Art’è su Rai 3 e successivamente nel 2002 quando condusse la trasmissione dedicata all’arte Passepartout. Il programma avrà un grande successo e durerà ben 10 anni.

Daverio ha insegnato storia dell’arte in varie università italiane tra cui la IULM di Milano, storia del design al Politecnico di Milano e ha insegnato disegno industriale presso l’Università degli Studi di Palermo in qualità di professore ordinario.

Il noto storico dell’arte era molto apprezzato e a dare notizia della sua scomparsa è stato il fratello che ha scritto un messaggio alla giornalista dell’Ansa Andrée Ruth Shammah. Immediate le reazioni sui social dove moltissimi hanno postato le proprie condoglianze alla famiglia ed espresso la stima per Daverio.

Philippe Daverio: frasi e citazioni dello storico dell’arte

Per ricordare lo storico dell’arte scomparso abbiamo selezionato alcune delle sue frasi, citazioni che permetteranno di conoscere meglio il pensiero di Daverio.

  • Palermo è un grandissimo laboratorio, un esperimento: è la più grande città multietnica d’Italia senza problemi. Potrebbe essere, domani, una sorta di capitale virtuale del Mediterraneo. Perciò è un luogo dove mi trovo benissimo.
  • È l’essere umano, nella sua essenza ontologica, a essere irrimediabilmente complicato e proprio per questo motivo così curiosamente creativo e degno di nota.
  • Palermo, la città barocca, la città delle palme; anche la città che contiene strati molto più antichi che vanno riletti sotto gli strati più recenti.
  • L’esoterismo è affascinante perché è iniziatico, la televisione è formidabile perché permette di evitare la divulgazione, quella pratica diffusissima del prender cose complesse e semplificarle per il volgo, e consente invece di carpire l’attenzione del pubblico per trascinarlo in un viaggio di scoperta e per questo motivo proprio “iniziatico”
  • L’Unione europea dovrebbe prendere atto che senza la cultura di Napoli e Palermo i tedeschi camminerebbero ancora con le corna in testa.
  • Platone è ben più vivo d’una capogruppo parlamentare che ci tocca vedere ogni sera nel telegiornale.
  • Malgrado tutto, la Sicilia fa simpatia e bisognerebbe prenderne atto. Non vorrei che questo servisse a esaltare la megalomania dell’Isola, ma è un segnale che il resto d’Italia è affezionato alla Sicilia. Chi sta fuori la vede ancora come un mito.
  • La curiosità sarà anche un difetto e l’ozio un vizio, ma i due elementi, combinati insieme, sono un utile strumento di sopravvivenza. Per guardare le opere d’arte.
  • Ero un sessantottino che s’infilava nei cortei e occupava le aule dell’università. Frequentavo un comitato del movimento studentesco un po’ stalinista dove vecchi partigiani ci incantavano con i loro racconti della resistenza. Il mito dell’azione è il più affascinante che ci possa essere per un ventenne. Rapì anche me. Fino a quando non divenne un ideale settario su cui cominciò ad aleggiare la tentazione della violenza.
  • Il lavoro generava danaro ben più della guerra e il denaro accumulato generava nuovo lavoro, con il sudore della fronte invece che con il rumore delle armi. Stava nascendo il capitalismo e la sua diversa etica.
  • Io giustifico Palermo perché la sberla presa negli anni del sacco edilizio di Vito Ciancimino, è stata molto forte; ma è giunto il momento di alzare la testa e smetterla di compiangersi. Bisogna che qualcuno si dia una mossa e recuperi certa tradizione che è ricchezza.

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