Sebbene soffino nuovi venti di recessione sull’economia a stelle e strisce con il timore che possa realmente concretizzarsi il fatidico double dip per l’intera locomotiva mondiale, i mercati finanziari stanno osservando soprattutto i movimenti del super yen che continua a impressionare i policy maker del Sol Levante a causa dei ripetuti apprezzamenti nei confronti delle majors. Il cambio dollaro/yen ha aggiornato i minimi degli ultimi 15 anni, mettendo in seria difficoltà l’export nipponico che rappresenta il vero motore del Giappone. In realtà, bisogna dire che gli investitori – dopo un’estate di apparente tranquillità – sono tornati da alcuni giorni a fare incetta di beni rifugio, dal Bund al T-Bond (sull’obbligazionario siamo alle prese con una vera e propria bolla), dallo yen al franco svizzero, fino al sempre luccicante lingotto (attendiamoci anche sull’oro nuovi massimi storici).
Il cambio dollaro/yen è pronto a proseguire la sua discesa al ribasso: sotto 83,60 dovrebbe esserci spazio per un allungo fino a 82,80 nel breve periodo. Ancor più traballante è l’euro/yen che sembra destinato al breakdown di 105,40: qui le prospettive per i prossimi giorni sono per un cambio addirittura a quota 100.
Non bisogna dimenticarsi, però, della straordinaria forza del franco svizzero che continua a macinare record storici nei confronti soprattutto dell’euro. Il cambio eur/chf è inserito lungo un bearish trend di lungo periodo e nei prossimi mesi non è da escludere che ci si possa indirizzare verso la parità. Il cambio usd/chf ha una proiezione ancor più profonda al di sotto della parità.
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