E-book, IVA al 4% solo per i consumatori in Italia? Come funziona e cosa cambia

Valentina Brazioli

29 Dicembre 2014 - 08:30

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Dal 1 gennaio del 2015 l’Iva sugli e-book scenderà al 4%, assestandosi sullo stesso livello di aliquota previsto per i libri stampati su carta o realizzati su altri supporti fisici. Tuttavia, la novità dovrebbe riguardare solo i prodotti venduti a consumatori stabiliti in Italia, ai quali di applicherà l’Iva nazionale. Nonostante ciò, il nostro Paese rischia concretamente di finire nel mirino della Commissione europea.

E-book, IVA al 4% solo per i consumatori in Italia? Come funziona e cosa cambia

E-book, si cambia: dal prossimo 1 gennaio, infatti, l’Iva su questo tipo di prodotti scenderà al 4%, unificando – finalmente – il livello di imposizione fiscale richiesto per i libri digitali all’aliquota agevolata spettante per quelli stampati su carta o realizzati su altri supporti fisici.

Per quali prodotti vale l’Iva al 4 per cento?

La legge di Stabilità dispone che l’aliquota al 4 per cento prevista sui prodotti editoriali stampati sia valida per tutte le pubblicazioni identificate da codice Isbn e veicolate attraverso qualsiasi supporto fisico o tramite i mezzi di comunicazione elettronica. Non solo e-book, quindi: ad esempio, come già sancito da una recente circolare dell’Agenzia delle Entrate (la n. 23 del 24 luglio 2014), anche i libri realizzati su cd-rom godono dell’aliquota al 4 per cento.

A quali consumatori spetta l’Iva al 4 per cento?

Tuttavia, anche in presenza di un’estensione dell’aliquota agevolata ai libri immateriali diffusi online, queste operazioni si qualificano – per quanto riguarda l’Iva – come prestazioni di servizi rese con mezzi elettronici. Che cosa significa? E’ presto detto: per queste transazioni, la direttiva 2008/8/Ce prevede, a partire dal 1 gennaio del 2015, la modifica del luogo di tassazione, non più nel Paese del fornitore, bensì in quello del consumatore. Una direttiva, quest’ultima, in via di recepimento anche in Italia; pertanto, le imprese che forniscono servizi elettronici dovranno applicare l’Iva in vigore nella nazione in cui sono stabiliti i destinatari dei prodotti. In pratica, la nuova aliquota al 4 per cento potrà riguardare solo i libri elettronici resi a consumatori stabiliti in Italia; in tutti gli altri casi, si dovrà applicare l’Iva secondo l’aliquota ordinaria in vigore nel Paese di stabilimento dell’acquirente.

La possibile procedura d’infrazione europea

Oltre a quanto già descritto, è necessario sottolineare che la Commissione europea esclude la possibilità di poter applicare un’aliquota Iva inferiore a quella ordinaria per la prestazione di servizi attraverso mezzi elettronici. Proprio per questo, la Commissione Ue nel 2013 ha presentato già due ricorsi alla Corte di giustizia nei confronti di Francia e Lussemburgo, colpevoli di aver disposto aliquote ridotte per le forniture di libri elettronici (rispettivamente nella misura del 5,5 e del 3 per cento). E’ quindi praticamente certo che anche il nostro Paese finirà nel mirino della Commissione: l’unico dubbio in proposito, al momento, è se i burocrati Ue sceglieranno di aprire una procedura d’infrazione, o aspetteranno direttamente di conoscere il parere – ormai prossimo – della Corte di giustizia in materia.

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