Dipendenti Province in rivolta per gli esuberi: tutti i numeri del grande esodo della PA

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Con il voto di fiducia della Legge di Stabilità in Senato, sono arrivate le contestazioni dei dipendenti delle province che saranno costretti a piani di ricollocamento e mobilità.

Con l’arrivo al voto di fiducia in Senato della Legge di Stabilità 2015 sono arrivate puntuali anche le proteste dei dipendenti delle province italiane. Gli enti locali destinati al ridimensionamento e alla riduzione degli organici dalla riforma Delrio sono, infatti, in grande agitazione dal momento che, entro il 31 Dicembre prossimo, l’esecutivo dovrà decidere come ricollocare i dipendenti della pubblica amministrazione in esubero.

Le proteste dei dipendenti in esubero
Le proteste e le mobilitazioni si sono concretizzate in occupazioni simboliche delle sedi delle amministrazioni e dei Consigli provinciali, su iniziativa della Cgil che ha indetto questa forma di protesta. Si sono mobilitati i dipendenti della provincia di Firenze, Pistoia, Massa, Lucca, Siena, Pisa e Livorno. Dalla Toscana le manifestazioni si sono estese, poi, anche a Roma e molti sit-in di protesta sono in fase di organizzazione in tutta la Sicilia, mentre a Reggio Emilia il presidente della Provincia ha costituito una vera e propria unità di crisi.

I tagli alla spesa e agli organici
L’oggetto del contendere è l’emendamento contenuto nella Legge di Stabilità che prevede il dimezzamento della spesa della province normali e la riduzione del 30% della spesa delle province che saranno trasformate nelle costituende città metropolitane e, secondo una modifica introdotta nelle ultime ore, delle province montane confinanti con Stati esteri (Verbano-Cusio-Ossola e Sondrio). Si tratta di una riduzione della spesa di circa un miliardo di euro che andrà a incidere sulle sorti di circa 20.000 dipendenti provinciali attualmente in esubero. La situazione dei dipendenti delle province si è aggravata quando, nei giorni scorsi, è divenuta sempre meno probabile l’ipotesi di un prepensionamento di questi dipendenti pubblici, in deroga alla riforma Fornero e si è fatta sempre più concreta la strada del ricollocamento nelle amministrazioni Regionali, nei Comuni e nelle amministrazioni periferiche dello Stato, insieme alla possibilità, del collocamento in mobilità.

I numeri della Manovra
A scatenare la preoccupazione dei dipendenti provinciali è l’emendamento governativo alla legge di stabilità che, per spingere all’applicazione effettiva della riforma Delrio, taglia drasticamente gli organici provinciali a partire dal 1° gennaio: il taglio è misurato sulla spesa, e prevede il dimezzamento nelle Province “normali” e la riduzione del 30% in quelle destinate a trasformarsi in Città metropolitane e, con un correttivo dell’ultima ora, in quelle montane e confinanti con Stati esteri (Verbano-Cusio-Ossola e Sondrio), ma è facilmente traducibile in posti: 19.339, secondo l’Unione delle Province italiane, su 43.498 dipendenti a tempo indeterminato oggi al lavoro. Al conto, poi, vanno aggiunti tutti i titolari dei contratti a termine che sono sopravvissuti finora, e che al momento sono destinati a cadere con il cambio d’anno.
Per quanto riguada i numeri dei tagli il Governo, in attuazione della Legge 56/2014 (Riforma degli Enti Locali), chiede alle province un taglio compreso tra i 900 milioni e un miliardo di euro nel 2015, 2 miliardi nel 2016 e tre a partire dal 2017. Al momento attuale i dipendenti in esubero nelle province normali sono 15.700 lavoratori, mentre nelle città metropolitane ammontano a 3.600 Ecco tutti i numeri regione per regione:

Abruzzo
Chieti: 152 dipendenti, 7,37 milioni
L’Aquila: 263 dipendenti, 10,2 milioni
Pescara: 150 dipendenti, 63, milioni
Teramo: 160 dipendenti, 7,9 milioni

Basilicata
Matera: 170 dipendenti, 6,7 milioni
Potenza: 348 dipendenti, 14,4 milioni

Calabria
Catanzaro: 259 dipendenti, 11 milioni
Cosenza: 514 dipendenti, 23,2 milioni
Crotone: 154 dipendenti, 6,1 milioni
Reggio Calabria: 239 dipendenti, 8,4 milioni
Vibo Valentia: 192 dipendenti, 7,2 milioni

Campania
Avellino: 153 dipendenti, 6,6 milioni
Benevento: 121 dipendenti, 5,5 milioni
Caserta: 322 dipendenti, 15,3 milioni
Napoli: 403 dipendenti, 19,9 milioni
Salerno: 398 dipendenti, 16,8 milioni

Emilia Romagna
Bologna: 273 dipendenti, 11,7 milioni
Ferrara: 212 dipendenti, 8,6 milioni
Forlì-Cesena: 228 dipendenti, 9,1 milioni
Modena: 239 dipendenti, 10,8 milioni
Parma: 212 dipendenti, 9,2 milioni
Piacenza: 161 dipendenti, 6,6 milioni
Ravenna: 223 dipendenti, 8,7 milioni
Reggio Emilia: 194 dipendenti, 8,5 milioni
Rimini: 134 dipendenti, 6,3 milioni

Liguria
Genova: 264 dipendenti, 10,4 milioni
Imperia: 137 dipendenti, 6,6 milioni
La Spezia: 160 dipendenti, 5,8 milioni
Savona: 178 dipendenti, 6,8 milioni

Lazio
Frosinone: 288 dipendenti, 10,5 milioni
Latina: 223 dipendenti, 10,3 milioni
Rieti: 151 dipendenti, 6,2 milioni
Roma: 837 dipendenti, 38,9 milioni
Viterbo: 199 dipendenti, 8,8 milioni

Lombardia
Bergamo: 299 dipendenti, 12,7 milioni
Brescia: 399 dipendenti, 16,7 milioni
Como: 185 dipendenti, 7,9 milioni
Cremona: 230 dipendenti, 9,6 milioni
Lecco: 121 dipendenti, 5,7 milioni
Lodi: 98 dipendenti, 4,3 milioni
Mantova: 190 dipendenti, 7,6 milioni
Milano: 499 dipendenti, 23,6 milioni
Monza e Brianza: 143 dipendenti, 6,9 milioni
Pavia: 212 dipendenti, 9,2 milioni
Sondrio: 93 dipendenti, 3,9 milioni
Varese: 263 dipendenti, 12,1 milioni

Marche
Ancona: 250 dipendenti, 9,8 milioni
Ascoli Piceno: 183 dipendenti, 7 milioni
Fermo: 114 dipendenti, 4,7 milioni
Macerata: 225 dipendenti, 8,8 milioni
Pesaro-Urbino: 279 dipendenti, 10,8 milioni

Molise
Campobasso: 125 dipendenti, 6,5 milioni
Isernia: 76 dipendenti, 4 milioni

Piemonte
Alessandria: 318 dipendenti, 13,1 milioni
Asti: 166 dipendenti, 6,4 milioni
Biella: 98 dipendenti, 3,6 milioni
Cuneo: 343 dipendenti, 13,5 milioni
Novara: 128 dipendenti, 5,9 milioni
Torino: 510 dipendenti, 23,6 milioni
Verbano-Cusio-Ossola: 97 dipendenti, 4 milioni
Vercelli: 109 dipendenti, 4,6 milioni

Puglia
Bari: 193 dipendenti, 92, milioni
Barletta Andria Trani: 115 dipendenti, 5,1 milioni
Brindisi: 150 dipendenti, 6,6 milioni
Foggia: 311 dipendenti, 12,7 milioni
Lecce: 300 dipendenti, 13 milioni
Taranto: 154 dipendenti, 6,5 milioni

Toscana
Arezzo: 231 dipendenti, 9,9 milioni
Firenze: 240 dipendenti, 10,4 milioni
Grosseto: 242 dipendenti, 13,6 milioni
Livorno: 201 dipendenti, 8,4 milioni
Lucca: 244 dipendenti, 10,2 milioni
Massa Carrara: 153 dipendenti, 5,9 milioni
Pisa: 246 dipendenti, 10,1 milioni
Pistoia: 177 dipendenti, 7,4 milioni
Prato: 82 dipendenti, 3,6 milioni
Siena: 217 dipendenti, 91, milioni

Umbria
Perugia: 507 dipendenti, 21,3 milioni
Terni: 175 dipendenti, 6,9 milioni

Veneto
Belluno: 126 dipendenti, 4,9 milioni
Padova: 219 dipendenti, 10,4 milioni
Rovigo: 147 dipendenti, 5,9 milioni
Treviso: 283 dipendenti, 12,5 milioni
Venezia: 158 dipendenti, 7,2 milioni
Verona: 236 dipendenti, 10,1 milioni
Vicenza: 187 dipendenti, 8,2 milioni