Dimissioni Renzi ufficiali oggi: chi sarà il sostituto?

Al referendum vince il No e Matteo Renzi si dimette: cosa succede adesso? Ecco chi potrebbe prendere il posto del premier e i possibili scenari dopo il voto.

“L’esperienza del mio governo finisce qui”. Con queste parole, un’ora e mezza dopo la chiusura dei seggi, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi Matteo Renzi ha commentato l’inequivocabile verdetto del referendum costituzionale, che ha visto il fronte del No trionfare con il 59,1% dei consensi: un plebiscito.

Nella giornata di oggi il premier riunirà l’ultimo consiglio dei ministri, per poi salire al Colle e rimettere il suo mandato nelle mani del Presidente della Repubblica.

Dunque, la domanda è d’obbligo: cosa accadrà dopo le dimissioni di Matteo Renzi? Il ruolo del Capo dello Stato Sergio Mattarella a questo punto diventa centrale. L’inquilino del Quirinale - figura finora serafica e a tratti imperscrutabile - avrà il compito di sciogliere l’impasse politico e garantire al Paese una serena transizione di potere. Tre le strade che il Presidente ha davanti a sé:

  • chiedere a Renzi di restare e di formare un governo bis (ipotesi assai improbabile);
  • accettare le dimissioni del presidente del Consiglio e dare il via alle consultazioni, per poi affidare al successore designato l’incarico di formare un nuovo esecutivo, una volta trovata una maggioranza politica;
  • sciogliere le Camere e mandare il Paese subito al voto.

Dimissioni Renzi: ecco chi potrebbe sostituirlo

I nomi che circolano con più insistenza per il dopo-Renzi sono quelli del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, del presidente del Senato Pietro Grasso e del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio.

Il primo - considerato il più papabile - darebbe vita a una sorta di governo tecnico. Padoan avrebbe il compito di rassicurare mercati e partner europei e disinnescare la crisi bancaria che da mesi tiene il sistema finanziario italiano col fiato sospeso. Quello di Grasso sarebbe un governo istituzionale, mentre la scelta del renziano Delrio garantirebbe una sorta di continuità politica con l’attuale esecutivo.

Dimissioni Renzi: il nodo della legge elettorale

Quale sarà l’orizzonte temporale del nuovo governo? Durerà fino alla scadenza naturale della legislatura (2018) o avrà vita più breve?

Il successore di Matteo Renzi sarà chiamato a mettere mano alla legge elettorale. L’Italicum - sul quale dovrà esprimersi la Consulta - vale solo per la Camera perché pensato in funzione della riforma costituzionale, bocciata senza appello dagli italiani col voto di ieri.

Per il Senato è in vigore il Consultellum, sistema elettorale proporzionale con le preferenze. Difficile quindi che si possa andare alle urne con due sistemi elettorali così diversi.

Dimissioni Renzi: opposizioni divise sul futuro della legislatura

Dopo l’annuncio delle dimissioni di Matteo Renzi, le opposizioni sono divise sul futuro dell’attuale legislatura. Il Movimento 5 Stelle chiede elezioni anticipate, proponendo l’Italicum alla Camera e il Consultellum modificato al Senato.

Premono per un imminente ritorno alle urne anche il leader della Lega Nord Matteo Salvini e la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Più cauto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia a Montecitorio, il quale ha invitato il Pd a garantire una maggioranza di governo in modo da approvare la legge di Bilancio e avviare i lavori per riformare la legge elettorale.

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